|
LA FINE DELL'EPOCA DELLA CHIESA .....E DOPO
|
||||
| Capitolo 8. Ancora sulla Grande Tribolazione | ||||
| Pagina 64 | ||||
|
La Fame di Udire la Parola di Dio
Abbiamo appreso che nel piano predeterminato di Dio per il mondo, siamo finalmente giunti nel periodo che Dio chiama il tempo della Grande Tribolazione. Questo e' il tempo che l'opera della chiesa corporativa esterna e' giunto a termine. L'incarico che Dio aveva assegnato alle chiese, non viene piu' utilizzato come veicolo principale. Quell'incarico e' quello di evangelizzare il mondo. Per piu' di 1950 anni, nonostante le chiese e le congregazioni hanno avuto numerosissime imperfezioni e dottrine imperfette , Dio si e' servito di loro come un organismo divino, come una istituzione benedetta da Dio per divulgare il Vangelo in ogni luogo del mondo. Ma adesso e' arrivato il tempo quando l'epoca della chiesa e' giunto a termine. E' giunto' per gli altri, il tempo di completare l'incarico di evangelizzazione del mondo. Similmente con la fine dell'epoca della chiesa, Dio ha mandato il Suo giudizio sulle chiese. Per piu' di 1950 anni Dio ha tollerato le dottrine sbagliate cosi come ha tollerato gli alti luoghi dell'Antica Israele del Vecchio Testamento. Ma adesso Dio ha sciolto Satana e attraverso il suo inganno, le chiese di tutto il mondo sono diventate apostate, seguendo i desideri degli uomini anziché quelli di Dio. A Satana gli e' permesso di schierare le sue truppe per circondare Gerusalemme e di distruggerla. Impareremo che il termine “Gerusalemme” e Giudea” sono in riferimento soltanto alla chiesa corporativa esterna. Ma la domanda che dobbiamo farci ancora una volta e': Se una chiesa cerca seriamente di togliere di mezzo tutte le sue false dottrine (i suoi alti luoghi), e se ha ancora dei veri credenti, perché quella chiesa non puo' continuare come una congregazione vitale benedetta da Dio? |
||||
| ||||
|
Una risposta a questa domanda ha a che fare con la natura e lo scopo della chiesa. Lo scopo primario della chiesa e' quello di evangelizzare. La predica deve essere tale che, innanzitutto, coloro che vanno in chiesa, compresi i bambini, possono udire il Vero Vangelo e che Dio possa benedire la Sua Parola nelle vita di coloro che ascoltano. In questo modo, un gran numero di credenti che fanno parte della chiesa possono essere salvati. Inoltre, il compito delle chiese era quello di mandare i missionari sia nelle zone limitrofe della chiesa, sia in tutto il mondo. Mentre questo veniva fedelmente compiuto, il programma di Dio era di benedire queste attività in modo che tutti i Suoi eletti potessero essere salvati.
Ma poi leggiamo nel libro di Amos capitolo 8, verso 11: Ecco, verranno i giorni, dice il Signore, l'Eterno, in cui mandero' la fame nel paese, non fame di pane ne' sete di acqua, ma piuttosto di udire le parole dell'Eterno. Il Libro di Amos parla essenzialmente dei giorni in cui viviamo adesso. Questo verso e' molto pertinente ai nostri giorni. Dio parla di una fame che deve venire. Questa non e' una fame di pane e acqua. Spiritualmente, il pane s'identifica con Gesu' che e' il pane della vita. L'acqua ha a che fare con il vero Vangelo. Perciò, Dio sta dichiarando che questo non e' il tempo quando esiste una fame di dichiarare il vero Vangelo, cioe', nelle chiese , esistenti ai nostri giorni, ci possono essere pastori che divulgano fedelmente ancora il vero Vangelo alla loro congregazione. Ci possono essere missionari che sono inviati da queste chiese fedeli che ancora divulgano il vero Vangelo a questo mondo perduto. Ad ogni modo, e' la frase che segue che e' un po' inquietante, una fame “di udire le parole dell'Eterno.” Perché queste parole sono cosi inquietanti? Dobbiamo ricordarci che ci sono due ingredienti molto importanti nel piano di Dio per salvare gli eletti. Prima di tutto, essi devono essere sotto l'udienza della Parola di Dio. La fede viene dall'udire e l'udire viene dalla parola di Dio (Romani 10:17). |
||||
| Capitolo 8. Ancora sulla Grande Tribolazione | ||||
| Pagina 65 | ||||
|
Secondo, Dio deve applicare questa parola fedele ai cuori di coloro che Dio ha progettato di salvare. Dio apri' il cuore di Lidia (Atti 16:14), ovvero, se Dio salva qualcuno, Egli dovrà dare a quella persona orecchie spirituali in modo che possa udire la Sua Parola.
Per esempio, Gesu', il predicatore perfetto professo' il Vangelo per tre anni e mezzo e tuttavia alla fine del Suo ministero, c'erano soltanto 120 credenti in Gerusalemme e un po' di più di 500 persone in tutta la Galilea. Prima che Cristo incominciasse a predicare, la maggior parte di questi individui erano gia stati salvati. Gesu' ce lo i rivela perché fu cosi in Matteo 13:13 e 14: Percio' io parlo loro in parabole, perché vedendo non vedano e udendo non odano ne' comprendano. Cosi si adempie in loro la profezia d'Isaia, che dice: voi udirete ma non intenderete; guarderete ma non vedrete. Per tre anni e mezzo, ci fu la predica più fedele che fosse mai esistita, ma Dio non applicava la Sua Parola ai cuori di coloro che udivano. Ma quando Pietro predico' un solo sermone nel giorno di Pentecoste, circa 3000 persone furono salvate. Ovviamente, non e' la predica fedele in se stessa che Dio utilizza come mezzo di salvezza, ma richiede anche che lo Spirito Santo applica quella Parola nei cuori di coloro che Dio progetta di salvare. Lo Spirito Santo sara' tolto di mezzo La Bibbia accosta questo argomento con un differente punto di vantaggio nella lettera di II Tessalonicesi 2:3-12. In questi versi Dio parla del tempo quando l'uomo del peccato si mette a sedere nel tempio di Dio e sarà adorato come Dio. L'uomo del peccato e' in riferimento soltanto a Satana. Egli viene menzionato come uomo perché e' una rappresentazione del re di Babilonia. Isaia 14 profetizza che il re di Babilonia, che viene chiamato anche Lucifero, desidera essere come l'Altissimo (Isaia 14:14). Inoltre, dichiara anche di volersi sedere, cioe', sedersi sul monte dell'assemblea (Isaia 14:13). Il desiderio di Satana (Lucifero) venne in adempimento durante il tempo della Grande Tribolazione cosi come II Tessalonicesi dichiara che l'uomo del peccato si siedera' (regnera') nel tempio di Dio. Osservando di nuovo II Tessalonicesi 2, nel settimo verso leggiamo questo ammonimento: Il mistero dell'empietà infatti e' gia all'opera, aspettando soltanto che chi lo ritiene al presente sia tolto di mezzo. La parola “ritiene” sarebbe stata meglio tradotta “reprimere o trattenere.” La parola “di mezzo” nella frase “sia tolto di mezzo” e' completamente inesatta. Questa e' una parola Greca che viene usata in numerosissimi versi della Bibbia. Un gran numero di insegnanti della Bibbia hanno correttamente compreso che la frase “chi lo ritiene” e' in riferimento allo Spirito Santo. “Il mistero dell'empietà infatti e' gia all'opera” ci dice che il peccato e l'iniquità sono sempre esistiti nel tempio (cioè, le chiese del Nuovo Testamento). Ma questo mistero dell'iniquità e' stato ristretto da Dio legando Satana (Rivelazione 20:2). Ad ogni modo, il tempo doveva venire quando colui che ritiene, che non puo' essere nessu'altro che lo Spirito Santo, sarà tolto di mezzo. La domanda e', da mezzo a chi e' stato tolto lo Spirito Santo per permettere a Satana di governare nelle chiese e nelle congregazioni? Ovviamente, l'unica possibilità e' che lo Spirito Santo verra' tolto di mezzo dal tempio. In Matteo capitolo 18, verso 20, la Bibbia dichiara:
Poiché dovunque due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro. Questo verso anticipa il tempo dell'epoca della chiesa quando Dio sarebbe stato presente in mezzo ai credenti, quantunque pochi essi fossero. Nel Vangelo di Giovanni capitolo 14, verso 17, Gesu' anticipo' questa condizione durante l'epoca della chiesa dichiarando: |
||||
| Capitolo 8. Ancora sulla Grande Tribolazione | ||||
| Pagina 66 | ||||
Lo Spirito della verità, che il mondo non puo' ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi. In questo verso, Gesu' anticipa la Pentecoste, quando lo Spirito Santo sarebbe stato in mezzo ai credenti. Dobbiamo ricordarci che lo Spirito Santo e' sempre presente nella vita del vero credente. Romani 8, verso 9 ci informa che se noi non abbiamo lo Spirito di Dio, noi non apparteniamo a Lui. Sappiamo ,attraverso la storia, che le caratteristiche di ogni vero credente e' che nel momento della loro salvezza, lo Spirito Santo dimorava già in loro. Ad ogni modo, in Giovanni 14:17, Gesu' fa un riferimento alla situazione che esisteva durante il Suo ministero. Mentre i veri credenti erano in dimora dello Spirito Santo, allo stesso tempo lo Spirito Santo non era in mezzo a loro, nel senso che era nel loro mezzo per salvare. Sappiamo che e' cosi perché, nel nostro studio abbiamo appreso che solo pochissime persone vennero salvate durante il tempo del ministero di Cristo. Giovanni 14:17 poi dichiara che lo Spirito Santo sara' in voi, ovvero, quando lo Spirito Santo discese nel giorno di Pentecoste, Egli era in mezzo ai credenti con lo scopo di salvare. In I Corinzi capitolo 3, la Bibbia parla della costruzione del tempio. La costruzione e' costituita da oro, argento e pietre preziose (i veri credenti). Inoltre, nel loro mezzo si trova il legno, il fieno e la stoppia (coloro che credono di essere salvati ma ovviamente non lo sono). In I Corinzi 3:16, Dio parla del tempio che e' costituito da moltissimi individui: Non sapete che voi siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Il tempio raggruppa moltissimi individui che insieme formano il tempio. Il verso continua dichiarando “lo Spirito di Dio abita in voi.” Ancora una volta, poiché la parola “voi” si riferisce a piu' di una persona, questo indica che lo Spirito di Dio dimora nella congregazione in modo che Dio possa servirsi di loro per evangelizzare. Come abbiamo appreso prima, quando Gesu' predico', pochissime persone furono salvate. Durante il tempo che Gesu' andava predicando, lo Spirito Santo non era in mezzo ai credenti per applicare la Parola nelle vita delle persone non salvate, ma a Pentecoste, lo Spirito Santo discese e 3,000 persone furono salvate, e da quel momento in poi, durante l'epoca del Nuovo Testamento, la gente veniva salvata durante la predica del Vangelo. Ad ogni modo, II Tessalonicesi capitolo 2, ci indica che ci sarà un tempo quando lo Spirito Santo sara' tolto di mezzo. Dobbiamo capire allora che lo Spirito Santo sarà tolto dal tempio, ovvero, Egli si toglierà di mezzo dalla congregazione e dalla denominazione che faceva parte del tempio di Dio. |
||||
| ||||
|
La presenza dello Spirito Santo e' di guidare l'opera di Dio. La cosa piu' importante, e' che Dio deve applicare la Sua Parola quando viene fedelmente predicata ai cuori di coloro che Dio ha portato alla salvezza.
Lo Spirito Santo Trattiene Satana Ma la domanda da porsi e': Perché Dio parla di qualcuno (lo Spirito Santo) che trattiene e che deve essere tolto di mezzo? Possiamo trovare la nostra risposta se osserviamo la parabola del seminatore. Ricordate il seme era la Parola di Dio. Il seme cadde lungo la via e gli uccelli del cielo la mangiarono (Luca 8:5). Gesu' ci da una spiegazione di questa parabola in Luca 8:12:
Quelli lungo la strada sono coloro che odono la parola; ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati. Quando Satana si siede (prende dominio) nel tempio (le chiese e le congregazioni) e lo Spirito Santo non e' piu' in mezzo alla congregazione, vuol dire che non c'e' piu' nessuno che trattiene Satana nel prendere la Parola di Dio. Quindi, se lo Spirito Santo non sta piu' operando nella chiesa, questo vuol dire che |
||||
| Capitolo 8. Ancora sulla Grande Tribolazione | ||||
| Pagina 67 | ||||
|
nessuno può essere salvato attraverso la predica di quella chiesa. E' cosi perché Dio non e' piu' presente per applicare la Parola nei cuori delle persone non salvate. In effetti, il candelabro e' stato tolto di mezzo, ed e' per questo motivo che i credenti sono stati comandati di uscire dalla Giudea e da Gerusalemme. Questa affermazione rimane valida anche se in quella chiesa c'e' ancora abbastanza pane e acqua spirituale, ossia esiste ancora una predicazione fedele.
Adesso possiamo intendere con piu' chiarezza il verso 19 di Matteo 24, dove leggiamo:
Ma guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. Questa terribile verità e' che i bambini che frequentano quella congregazione possono essere sotto l'udienza di una giusta predica, pero' se lo Spirito Santo non e' in mezzo alla congregazione, questi bambini non possono essere salvati. Tale famiglia ha un problema molto serio che può essere rimediato soltanto lasciando la chiesa. Adesso possiamo comprendere quei versi tristi registrati nel libro di Lamentazione capitolo 2, versi 11 e 12, dove leggiamo:
I miei occhi si consumano per il piangere, le mie viscere fremono, il mio fegato si spande in terra per la distruzione della figlia del mio popolo, per il venir meno dei bambini e dei lattanti nelle piazze della città. Essi chiedevano alle loro madri: dov'e' il grano e il vino? Mentre venivano meno come feriti a morte nelle piazze della città e rendevano l'anima nel grembo delle loro madri. Queste dolorose parole fanno parte di un lamento dello Spirito Santo che parlo' attraverso Geremia, mentre la tribù di Giuda stava ricevendo il giudizio di Dio dopo la morte del re Giosia nell'anno 609 a.C. “Dov'e' il grano e il vino? Il grano e il vino sono parole che indicano il Vangelo. Gesu' e' il pane della vita. Lui ha dato il Suo sangue (il vino) per la nostra salvezza, ma adesso dove non c'e' grano e ne' vino, nessuna salvezza e' possibile. Questo e' perché c'e' una fame di udire la Parola di Dio. Lo Spirito Santo non opera piu' nelle congregazioni. Il vero Vangelo puo' essere ancora predicato fedelmente. Le persone che sono state salvate possono credere che stanno ricevendo una benedizione, ma quale vantaggio avranno i neonati ed i bambini. Se lo Spirito Santo non sta applicando la Parola di Dio dandogli orecchie spirituali, essi rimarranno spiritualmente morti. Una cosa veramente terribile. E' una verità spaventosa che i genitori devono affrontare. Se questi genitori veramente amano i loro figli e pregano per la loro salvezza, devono porre in considerazione, questo problema con molta serietà. Geremia Parla delle Chiese di Nostri Giorni Il libro di Geremia e' stato scritto piu' di 2,000 anni fa. Ad ogni modo, moltissimi pastori ed insegnanti della Bibbia hanno prestato poco o nessuna attenzione a questo libro. Questo risultato e' creato dalle caratteristiche molto negative che il libro espone in gran parte dei suoi capitoli. Inoltre e' anche vero che il libro e' molto difficile da capire. Questo e' generato dal fatto che, cosi come molti altri libri della Bibbia, insegnano la verità riguardante la fine del tempo. Abbiamo appreso che ci sono versi della Bibbia che sono stati sigillati fino alla fine del tempo, ovvero, Dio non darà ai veri credenti una chiara comprensione del messaggio del Vangelo contenuti in questi passi di Scrittura fino a quando non siamo arrivati molto vicini alla fine del mondo. Questa e' la situazione che prevale nel libro di Geremia. Scopriremo che quasi tutto il libro menziona il tempo della Grande Tribolazione dei nostri giorni. Si e' anche vero che il libro di Geremia registra l'esperienza di Giuda nel periodo in cui venne distrutta dai Babilonesi nell'anno 587 a.C., ma scopriremo che la distruzione di Giuda fu data come un esempio o una illustrazione di cio' che si può aspettare la chiesa durante la Grande Tribolazione dei nostri giorni. Ci sono almeno tre prove nel libro di Geremia che si focalizza principalmente nei nostri giorni La prima di queste prove e' nel linguaggio di Geremia 2:2. In questo verso leggiamo: |
||||
| Capitolo 8. Ancora sulla Grande Tribolazione | ||||
| Pagina 68 | ||||
Va' e grida alle orecchie di Gerusalemme, dicendo: Cosi dice l'Eterno: Io mi ricordo di te, della tenera attenzione della tua giovinezza, dell'amore al tempo del tuo fidanzamento, quando mi seguivi nel deserto, in una terra non seminata. Questo verso parla di una Gerusalemme che era nel deserto, in una terra non seminata. Sappiamo che l'Antica nazione d'Israele, dopo aver lasciato l'Egitto, e' stata nel deserto per 40 anni . Questo mette in evidenza che mentre il popolo d'Israele alloggiava nel deserto, esisteva una buona condotta spirituale che Dio ci ricorda. “Io mi ricordo di te, della tenera attenzione della tua giovinezza, dell'amore al tempo del tuo fidanzamento.” La parola “giovinezza” si puo' applicare certamente al popolo d'Israele quando era nel deserto. Fu proprio qui che per la prima volta furono configurati come una congregazione. La stessa cosa e' valida per la parola “fidanzamento.” Quest'e' una parola che s'identifica con l'inizio di un matrimonio. La Bibbia insegna chiaramente che Dio era spiritualmente sposato con la nazione d'Israele. E per quanto riguarda le parole “tenera attenzione” e “amore”? La Bibbia insegna che questi aggettivi sono stati in visione quando Israele era nel deserto? La parola Ebrea tradotta “tenera attenzione” spesso, nella Bibbia, viene anche tradotta come “misericordia,” “bontà,” e “gentilezza.” La Bibbia parla della misericordia, della bontà, della gentilezza, e della bontà d'Israele quando era nel deserto? Questa e' una parola che si puo' identificare solo con i veri credenti. La verità e' che attraverso la Bibbia, questa parola “tenera attenzione” e' una parola che spesso viene attribuita a Dio stesso. Possiamo far ricerche in tutta la Bibbia, ma non troveremo in nessuno dei suoi versi che questa parola e' associata con l'Israele nel deserto. Piuttosto, leggiamo ripetutamente che Israele si lamentava e si ribellava a Dio. La lettera agli Ebrei capitolo 3, versi 17 fino a 19 riassume la condizione spirituale d'Israele nel deserto. In questi versi leggiamo:
Ora chi furono coloro coi quali si sdegno per quarant'anni? Non furono coloro che peccarono, i cui cadaveri caddero nel deserto? E a chi giuro' che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che furono disubbidienti? Or noi vediamo che non vi poterono entrare per l'incredulità. Nel libro dei Numeri 14:29, 30, Dio ci assicura che questo racchiudeva virtualmente tutta la nazione. Questi veri affermano:
I vostri cadaveri cadranno in questo deserto; voi tutti che siete stati recensiti, dall'età di vent'anni in su, e che avete mormorato contro di me, non entrerete di certo nel paese quale giurai di farvi abitare, ad eccezione di Caleb, figlio di Jefunneh, e di Giosue', figli di Nun. Quindi, ci chiediamo a riguardo della frase registrata in Geremia 2:2: “Io mi ricordo di te, della tenera attenzione della tua giovinezza.” Sicuramente non sembra che si possa applicare alla nazione d'Israele durante i loro quaranta anni nel deserto. Lo stesso problema si applica alla frase: “dell'amore del tuo fidanzamento.” In nessun punto della Bibbia troviamo il concetto dell'amore d'Israele per Dio in relazione con il loro soggiorno di quaranta anni nel deserto. Come dobbiamo allora comprendere Geremia 2:2? Quale altra Gerusalemme c'era a cui Geremia piangeva? Quale altra Gerusalemme s'identifica con il deserto? C'e' una risposta Biblica a questa domanda. Ricordate che abbiamo precedentemente appreso che le chiese e le congregazioni dei nostri giorni vengono chiamate Gerusalemme. Se ricordate bene esse sono costituite dai veri credenti, che vengono chiamati la Gerusalemme di sopra, in Galati capitolo 4, e in I Corinzi 3 sono chiamati invece oro, argento, e pietre preziose. Queste chiese hanno in loro anche la Gerusalemme odierna che adesso e' in schiavitù con i suoi figli (Galati 4:25). Questi sono coloro che sono nelle chiese e che sono ancora in schiavitù del peccato. Essi s'identificano con il legno, il fieno e la stoppia di I Corinzi 3. Questa Gerusalemme ha avuto il suo inizio al principio dell'epoca della chiesa. questa e' la Gerusalemme che s'identifica con la donna di Rivelazione 12 che dimorava nel deserto (Rivelazione 12:6, 14). |
||||
| Capitolo 8. Ancora sulla Grande Tribolazione | ||||
| Pagina 69 | ||||
|
Ad ogni modo, se le chiese, che sono esistite durante l'epoca della chiesa, sono la Gerusalemme che e' in visione nel libro di Geremia 2:2, e' possibile che le altre affermazioni in questo verso si possono correttamente mettere in relazione alla frase: “della tenera attenzione della tua giovinezza, dell'amore al tempo del tuo fidanzamento”?
La verità e' che queste affermazioni sono perfettamente d'accordo con la Gerusalemme che s'identifica con l'epoca della chiesa. Quando e' stata l'epoca della chiesa nella sua giovinezza? E qual'e' stata la condizione spirituale al suo inizio? Sappiamo che l'epoca della chiesa ha avuto inizio subito dopo la risurrezione di Cristo. Se osserviamo le sette chiese di Rivelazione 2 e Rivelazione 3, notiamo la loro condizione spirituale quando l'epoca della chiesa era ancora nella sua giovinezza. Rivelazione 2:2, 3 dichiara:
Io conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza e che non puoi sopportare i malvagi; e hai messo alla prova coloro che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. Tu hai sopportato, hai costanza e per amore del mio nome ti sei affaticato senza stancarti. Rivelazione 2:4 c'informa che c'era un amore per Dio all'inizio della chiesa:
Ma io ho questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore. In Rivelazione 2:9, 19 e in Rivelazione 3:8, 10 ci sono altre affermazioni che indicano la fedeltà che esisteva nel principio della chiesa.
Rivelazione 2:9: Io conosco le tue opere, la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia tu sei ricco) e la calunnia di coloro che si dicono Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. Possiamo dire che comunque essi erano fidanzati, cioe', sposati con Cristo? Essi non erano sposati con Lui come una rappresentazione corporativa o esterna del regno di Dio. Nella chiesa c'erano entrambi, i credenti e i non credenti, la Gerusalemme di sopra e la Gerusalemme del tempo presente. Coloro che sono i veri credenti sono la sposa di Cristo. Essi erano fidanzati con Cristo. Essi erano coloro che si possono identificare con la gentilezza e l'amore. Questa chiesa giovane non era ancora stata seminata, cosi come Geremia 2:3 ci indica. Era stata appena formata, ma non era ancora andata in tutto il mondo per seminare il seme del Vangelo. Quindi, dobbiamo venire all'inevitabile conclusione che il libro di Geremia e' indirizzato all'epoca della chiesa e alla sua fine. Geremia 2:2 non puo' affatto identificarsi con l'antica Israele nel deserto. Inoltre, Dio ci da altre prove che il libro di Geremia si focalizza con maggiore vigore sulle chiese e sulle congregazioni durante la fine dell'epoca della chiesa. In Geremia 3:3, leggiamo:
Percio' le piogge sono state trattenute e l'ultima pioggia non c'e' stata. Ma tu hai avuto una fronte da prostituta e hai rifiutato di vergognarti. |
||||
| Capitolo 8. Ancora sulla Grande Tribolazione | ||||
| Pagina 70 | ||||
|
La parola chiave in questo verso e' la parola “l'ultima” pioggia. In questo studio della fine dell'epoca della chiesa, abbiamo visto ripetutamente che le parole l'ultima pioggia si concentrano sul tempo spirituale finale di emanare il Vangelo nel mondo. Quindi, quando questo verso indica che non c'e' stata l'ultima pioggia, puo' avere solamente in visione la siccità di udire la Parola di Dio che venne subito dopo che Satana fu sciolto, alla fine dell'epoca della chiesa, e l'ultima pioggia non era ancora iniziata. Ricordate, che l'ultima pioggia e' l'ultimo mandato del Vangelo nel mondo durante l'ultima parte della Grande Tribolazione. Quindi, attraverso il linguaggio di Geremia 3:3, siamo stati nuovamente assicurati che il libro di Geremia, ha in visione principalmente la fine dell'epoca della chiesa.
C'e' un'altra verità molto importante che adesso dobbiamo esaminare, e attraverso questa, imparare i settant'anni di tribolazione della nazione di Giuda. Questa verità e' che la Bibbia, dimostra chiaramente, che questo periodo di settant'anni s'identifica con la fine del mondo. Quindi, questa e' una terza prova che il libro di Geremia e' innanzitutto focalizzato sulla Grande Tribolazione dei nostri giorni. Capitolo 25 di Geremia ci fa notare queste verità. Mentre esaminiamo Geremia 25, scopriremo che il tempo per il giudizio della fine del mondo e' strettamente legato al giudizio di Dio sulle chiese e sulle congregazioni che erano stato incaricate di emanare il Vangelo nel mondo. In Geremia 25:3-7, Dio fa questo ammonimento e mette in evidenza cio' che dovra' avvenire: Dal tredicesimo anno di Giosia, figlio di Amon, re di Giuda, fino a questo giorno sono ventitre anni che la parola dell'Eterno mi e' stata rivolta, e io vi ho parlato con urgenza ed insistenza, ma voi non avete ascoltato. L'Eterno vi ha pure mandato tutti i suoi servi, i profeti con urgenza ed insistenza, ma voi non avete ascoltato ne' prestato l'orecchio per ascoltare. Essi dicevano: Si converta ciascuno dalla sua via malvagia e dalle su cattive azioni, e abiterete nel paese che l'Eterno ha dato a voi e ai vostri padri da sempre e per sempre. Non andate dietro ad altri de'i per servirli e per prostrarvi davanti a loro e non provocatemi a ira con l'opera delle vostre mani, e io non vi faro male alcuno. Ma voi non mi avete ascoltato, dice l'Eterno, e mi avete provocato ad ira con l'opera delle vostre mani a vostro danno. Avendo dato l'ammonimento, Dio continua a dichiarare, in seguito, cosa accadra'. Geremia 25:8-9 avverte: Perciò cosi dice l'Eterno degli eserciti: Poiché non avete ascoltato le mie parole, ecco, io manderò a prendere tutte le nazioni del nord, dice l'Eterno, e Nebukadnetsar re di Babilonia, mio servo, e le faro' venire contro questo paese e contro i suoi abitanti e contro tutte le nazioni all'intorno e li voterò allo sterminio e li renderò un oggetto di stupore, uno scherno e una desolazione perpetua. Per favore notate le caratteristiche di questo ammonimento. A causa del rifiuto di Giuda di ubbidire, Dio non solo manda il re della Babilonia contro Giuda ma anche tutte le nazioni esistenti ai suoi confini. Più avanti nel libro di Geremia capitolo 25, impareremo che tutte le nazioni ai suoi confini comprendono le nazioni di tutto il mondo. La seconda verità che apprendiamo da questo verso e' che questo giudizio e' una definizione completa ed e' per sempre, cioè, una distruzione eterna. Le parole una distruzione “Perpetua” oppure “eterna” s'identifica con la fine del mondo e lo stagno di fuoco. Il verso che segue, cioe' il verso 10 afferma: Faro' cessare in mezzo a loro le grida di gioia e le grida di allegrezza, la voce dello sposo e la voce della sposa, il rumore della macina e la luce della lampada. Le frasi: “le grida di gioia e le grida di allegrezza, la voce dello sposo e la voce della sposa, il rumore della macina e la luce della lampada,” s'identificano tutte con il vero Vangelo. Storicamente, queste frasi s'identificavano con la nazione di Giuda e di Gerusalemme, che, come noto, furono completamente distrutte. Ad ogni modo, in precedenza, abbiamo appreso che siamo vicini alla fine, e Giuda e |
||||
| Capitolo 8. Ancora sulla Grande Tribolazione | ||||
| Pagina 71 | ||||
|
Gerusalemme rappresentano l'evidenza esterna del regno di Dio cosi come sono le chiese e le congregazioni. In loro c'e' la fame, la carestia di udire la Parola di Dio perché lo Spirito Santo non e' più in mezzo a loro.
Continuando con Geremia 25, la profezia di questo capitolo e' in relazione ai settant'anni che stiamo studiando, e nei versi 11 fino a 13 leggiamo:
Tutto questo paese diventerà una desolazione e un oggetto di stupore e queste nazioni serviranno il re di Babilonia per settant'anni. Quando pero' saranno compiuti i settant'anni, io punirò il re di Babilonia e quella nazione, il paese dei Caldei, dice l'Eterno, a motivo della loro iniquità, e lo ridurrò a una desolazione perpetua. Cosi faro' venire su quel paese tutte le cose che ho pronunciato contro di esso, tutto ciò che e' scritto in questo libro e che Geremia ha profetizzato contro tutte le nazioni.
In questi versi, avremo conoscenza che il re di Babilonia regnerà su tutte le nazioni per tutti i settant'anni, ma alla fine dei settant'anni, il giudizio verrà sulla Babilonia. Ancora una volta veniamo a conoscere che questo giudizio deve venire su tutte le nazioni. Nei versi 15-17, Dio ripete l'evento che il giudizio deve venire su tutte le nazioni. Dio afferma nei versi 15-17:
Poiché cosi mi ha detto l'Eterno, il DIO d'Israele: prendi dalla mia mano questa coppa del vino della mia ira e falla bere a tutte le nazioni alle quali ti manderò. Esse berranno, barcolleranno e impazziranno a motivo della spada che manderò in mezzo a loro. Allora presi la coppa dalla mano dell'Eterno e la feci bere a tutte le nazioni alle quali l'Eterno mi aveva mandato. Notate la frase “tutte le nazioni.” Questo e' una verità molto importante e rilevante. E' importante perché il giudizio su tutte le nazioni avverra' alla fine del mondo. Quindi, possiamo essere certi che Geremia 25 guarda in particolar modo al tempo della fine del mondo. Un altro modo di dire, nel linguaggio di Geremia, e' quella dei 70 anni, cioe' incominciando dall'anno 609 a.C. fino all'anno 539 a.C., ma in realtà, parla della fine del mondo. Quando parla della fine del mondo, il libro di Geremia usa l'esperienza di Giuda, di Gerusalemme, e della Babilonia per guidarci nella comprensione del programma di Dio per la fine del mondo. Nel continuare a studiare Geremia 25, notiamo che la visione del giudizio di Dio, inizia con il Suo giudizio su Gerusalemme e Giuda. Il verso 18 profetizza:
Gerusalemme e le città di Giuda, i suoi re e i suoi principi, per ridurli a una desolazione, a un oggetto di stupore, a uno scherno e a una maledizione, come avviene oggi. Scopriremo che i versi 18 fino a 26 descrivono il piano di Dio per il giudizio, ma incomincia con il giudizio su Gerusalemme e Giuda. Prima abbiamo appreso che l'unica entità che si può identificare con Gerusalemme e Giuda sono le chiese e le congregazioni dei nostri giorni, che costituiscono l'esterna rappresentazione corporativa del regno di Dio. Quindi, Geremia 25:18 mette in evidenza la stessa verità che noi troviamo nella lettera di I Pietro 4:17, dove leggiamo: “Poiché e' giunto il tempo che il giudizio cominci dalla casa di Dio.” Siamo certi che quando il giudizio viene sulle chiese e sulle congregazioni, questo giudizio si trasformerà nel giudizio finale di tutto il mondo. Geremia 25:18 continua a dire che Gerusalemme e Giuda sono state ridotte a una desolazione e a una maledizione. Questo e' simile al linguaggio di II Tessalonicesi 2, dove Dio indica che l'uomo del peccato (Satana) si siederà (governerà) nel tempio (le chiese e le congregazioni). Allo stesso tempo, II Tessalonicesi capitolo 2 insegna che Colui che ritiene (lo Spirito Santo ritiene il peccato) sarà tolto di mezzo, cioe' nelle chiese, Dio lo Spirito Santo non applicherà più la Parola di Dio nella vita di coloro che sono presenti. Ci sarà una fame di Udire la Parola di Dio. |
||||
| Capitolo 8. Ancora sulla Grande Tribolazione | ||||
| Pagina 72 | ||||
|
Tutte le Nazioni dovranno Bere l'Ira di Dio
Geremia 25 poi elenca moltissime nazioni del mondo di quei giorni come illustrazione di tutte le nazioni del mondo che saranno in esistenza alla fine dei tempi. Il fatto che questo sia cosi chiaro ed evidente, proviene dal linguaggio preciso che leggiamo nel verso 26:
Tutti i re della Media e tutti i re del nord, vicini o lontani, gli uni e gli altri, e tutti i regni del mondo che sono sulla faccia della terra. E il re Sceshak berrà dopo di loro. Nessuno può discutere con la frase di questo verso: “e tutti i regni del mondo che sono sulla faccia della terra.” Senza dubbio, questo e' un riferimento al giudizio finale quando Cristo verrà alla fine del mondo. Questo verso conclude con l'affermazione: “E il re Sceshak berrà dopo di loro.” Sceshak e' un altro nome che sta ad indicare la Babilonia. Abbiamo appreso che il re di Babilonia, e' rappresentato da Satana, che Dio ha sciolto durante la fine dei tempi, per preparare le chiese ed il mondo per il Giorno del Giudizio. In quel giorno, Satana sarà gettato nello stagno di fuoco insieme alle persone non salvate, che sono state giudicate e trovate colpevoli. La certezza di questo giudizio viene messo in evidenza nel linguaggio di Geremia 25, verso 27, dove leggiamo:
Tu dunque dirai loro: cosi dice l'Eterno degli eserciti, il DIO d'Israele: bevete, ubriacatevi e vomitate; cadete senza piu' rialzarvi di fronte alla spada che manderò in mezzo a voi. Questo e' il linguaggio della dannazione eterna. Il Giudizio Incomincia per Prima sulla Casa di Dio Nel proseguire ad esaminare Geremia 25, leggiamo due versi molto importanti. I versi sono 28 e 29, dove leggiamo:
Se poi rifiuteranno di prendere dalla tua mano la coppa da bere, di loro: Cosi dice l'Eterno degli eserciti: voi certamente berrete. Poiché ecco, io incomincio a punire la città sulla quale e' invocato il mio nome, e rimarreste voi completamente impuniti? No, non rimarrete impuniti, perché io chiamerò la spada su tutti gli abitanti della terra, dice l'Eterno degli eserciti. In questi versi, Dio da la Sua ragione perché il giudizio e' incominciato con la casa di Dio. Il Signore dichiara, in questi versi, che nella Sua perfetta giustizia, Egli manderà il Suo giudizio sulla città, sulla quale e' invocato il Suo nome. La città che invoca il Suo nome sono le chiese e le congregazioni che per piu' di 1950 anni sono state la rappresentazione esterna del regno di Dio sulla terra. E' qui dove i Cristiani si trovavano. La parola “Cristiano” e' una parola che significa “della famiglia di Cristo.” Questa e' l'entità che viene chiamata il luogo santo. Questa e' l'istituzione divina dove Dio lo Spirito Santo era presente. Era il sacro organismo che Dio ha usato per evangelizzare il mondo. |
||||
| ||||
|
Dal punto di vista dell'uomo, sembra che questo potrebbe essere l'ultimo luogo dove il giudizio di Dio cadrebbe. Dopo tutto, nelle chiese che hanno caratterizzato Gesu' Cristo come Salvatore, troviamo moltissime persone che hanno buoni esempi di moralità, e che affermano di aver fede in Cristo e che sono pronti ad ubbidirlo.
Ma Dio sta dimostrando la perfezione della Sua santa integrità, la Sua perfetta giustizia. Noi, naturalmente, possiamo vedere questo nell'espiazione, quando Gesu' fu punito in misura assolutamente uguale, secondo a cio' che era richiesto dalla giustizia di Dio, da quello che dovrebbe essere sperimentato da coloro che Cristo e' venuto per salvare. Inoltre, Dio sta dimostrando la Sua perfetta giustizia quando ci |
||||
| Capitolo 8. Ancora sulla Grande Tribolazione | ||||
| Pagina 73 | ||||
|
dimostra, nella Sua perfetta rettitudine, che nessuno puo' evitare la perfetta giustizia di Dio. Anche coloro che si sono identificati cosi vicini al regno di Dio e che sono chiamati Cristiani, oppure appaiono vivere cosi rettamente davanti a Dio, ma se non sono salvati, sono purtroppo ancora sotto l'ira di Dio. Anche l'organismo divino, la chiesa, della quale fanno parte, non puo' evitare l'ira di Dio.
Dio nella Sua perfetta rettitudine, dimostra la Sua perfetta integrità incominciando a mandare il Suo giudizio sulla casa di Dio. Perciò il Signore mostra la Sua perfetta giustizia, mentre persegue con il giudizio il mondo intero. Abbiamo appreso finora che i settant'anni, descritti nella Bibbia, e' stato un periodo letterale focalizzato sulla nazione d'Israele e su Gerusalemme. Ad ogni modo, questo giudizio che era venuto su Gerusalemme e' un'illustrazione definitiva e una rappresentazione del giudizio di Dio sulle chiese e sulle congregazioni durante la Grande Tribolazione, che avverrà immediatamente prima della fine del mondo. In un altro senso, Geremia 25 e i settant'anni si concentrano completamente e solamente ai giorni di oggi. E' cosi perché nell'anno 539 a.C., l'anno in cui terminarono i settant'anni, tutto il mondo non venne in giudizio. Quindi, quando troviamo un qualsiasi riferimento nella Bibbia a questo periodo di settant'anni, dobbiamo sapere che il punto focale primario e concentrato sulla Grande Tribolazione dei nostri giorni. Abbiamo attentamente esaminato tre prove che ci mostrano che il libro di Geremia e' profondamente coinvolto con i nostri giorni. Nel procedere ad esporre queste prove, abbiamo appreso anche perché Dio manda il Suo giudizio finale nel mondo incominciando con le chiese e le congregazioni dei nostri giorni. Attraverso questo studio, impareremo ancora di piu' sul giudizio di Dio. Si può notare che il libro di Geremia e' cosi intensamente coinvolto con i nostri giorni che uno studio fatto verso per verso nei numerosi capitoli, potrebbe apparire un giornale di recente stampa. Abbiamo gia visto un associazione di questo evento quando abbiamo delineato le tre prove che il libro di Geremia s'identifica con le chiese e le congregazioni dei nostri giorni. Dio ci Ammonisce di Osservare il Libro di Daniele La Bibbia ci da una ulteriore prova sull'insegnamento della Grande Tribolazione e del suo terribile impatto sulla fine del tempo delle chiese e delle congregazioni. Questo e' evidenziato nel linguaggio di Matteo 24:15, 16. In questi versi Dio dichiara:
Quando dunque avrete visto l'abominazione della desolazione, predetta dal profeta Daniele, posta nel luogo santo (chi legge intenda), allora coloro che sono nella Giudea fuggano ai monti. Questi versi indiscutibilmente si occupano della Grande Tribolazione che abbiamo ampiamente discusso. Il verso 21 ci assicura che e' cosi perché leggiamo:
Perché allora vi sarà una tribolazione cosi grande, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora, ne' mai piu' vi sarà. Ad ogni modo, nel verso 15, Dio ci porta nel libro di Daniele. Il verso 15 dichiara:
Quando dunque avrete visto l'abominazione della desolazione, predetta dal profeta Daniele, posta nel luogo santo (chi legge intenda). Attraverso questo verso Dio ci guida ad andare nel libro di Daniele per conoscere ancora di più sul tempo della Grande Tribolazione. Nel libro di Daniele, troviamo una ulteriore prova sul fatto che la Grande Tribolazione avverrà alla fine dei tempi. Questo viene insegnato in Daniele 12:8-10:
Io udii, ma non compresi, perciò chiesi: Mio Signore, quale sarà la fine di queste cose? Egli rispose: va', Daniele, perché queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine. Molti saranno purificati, imbiancati e affinati; ma gli empi agiranno empiamente e nessuno degli empi capirà, ma capiranno i savi. |
||||
| Capitolo 8. Ancora sulla Grande Tribolazione | ||||
| Pagina 74 | ||||
|
Scopriremo, anche, che il libro di Daniele ci fornisce altre profezie sulla Grande Tribolazione avvenute durante il periodo del Vecchio Testamento.
L'Abominazione della Desolazione Quando osserviamo il libro di Daniele, dobbiamo trovare il verso che e' in relazione a Matteo 24:15. La frase chiave e' “l'abominazione della desolazione” e “posta nel luogo santo.” Due versi nel libro di Daniele s'identificano con queste frasi. La prima si trova in Daniele 11:31, dove leggiamo:
Forze da lui mandate si leveranno per profanare il santuario-fortezza, sopprimeranno il sacrificio continuo e vi collocheranno l'abominazione che causa la desolazione. In Daniele 11:31 la Bibbia sta facendo profezie a riguardo di un tempo quando il santuario fortezza sarà profanato, e il sacrificio continuo sarà tolto via, rimpiazzato dall'abominazione della desolazione. Sappiamo che il santuario fortezza deve essere il luogo dove Dio viene adorato. E' qui che il sacrificio continuo e il candelabro viene utilizzato nel servizio di Dio. L'unico luogo che puo' essere in visione e' il tempio. Ma secondo questo verso, in qualche data futura, l'adorazione di Dio sarà rimpiazzata dall'abominazione della desolazione. Matteo 24:15 ci fa capire che questo evento terribile si deve identificare con la Grande Tribolazione che viene un po' prima della fine del mondo. Impareremo anche che Daniele 12 ci darà una ulteriore prova che questo avverrà alla fine del mondo. Ma perché la Bibbia ci dice di guardare il libro di Daniele in relazione all'abominazione della desolazione posta nel luogo santo? Abbiamo appena concluso, che il luogo santo deve essere la stessa entità del santuario fortezza, dove il sacrificio continuo e il candelabro bruciava ogni giorno. Quindi, possiamo interpretare che il luogo santo e' il tempio, cosi come abbiamo appreso, e' il luogo dove i veri credenti, di solito, si riuniscono e lo Spirito Santo e' presente. Il tempio a cui Dio si riferisce alla fine del tempo, e' il corpo corporativo esterno dei credenti che sono nelle chiese e nelle congregazioni. Mentre le chiese non offrono sacrifici continui, dovrebbero avere giornalmente un candelabro continuo che da la luce del Vangelo al mondo. Senza dubbio, le chiese e le congregazioni sono gli unici luoghi santi in visione. E' alla chiesa locale che gli e' stata affidata la Bibbia e l'incarico di emanare il Vangelo in tutto il mondo. Ma secondo il libro di Daniele capitolo 11:31, sappiamo che il sacrificio continuo sarà tolto via quando avrà preso luogo l'abominazione della desolazione. Questa informazione e' in relazione con quello che abbiamo precedentemente appreso a riguardo del fatto che durante la Grande Tribolazione lo Spirito Santo non ci sarà piu' nelle chiese, ovvero, il candelabro sarà tolto dalle chiese e dalle congregazioni. Inoltre, Satana regnerà nelle chiese. Egli e' la vera essenza della desolazione. C'e' un secondo riferimento nel libro di Daniele che parla dell'abominazione della desolazione che sarà eretta nel luogo santo. In Daniele 12:11 leggiamo:
Ora, dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio continuo e sarà eretta l'abominazione che causa la desolazione, vi saranno milleduecentonovanta giorni. Quando facciamo un riferimento dell'abominazione della desolazione, registrato nel libro di Daniele, c'e' molto di piu' di cui possiamo conoscere sulla Grande Tribolazione. Innanzitutto, in questo verso, c'e' in riferimento un periodo di tempo. Questo periodo e' costituito di 1290 giorni. Di che tempo si tratta. Le Profezie di Daniele sono nascoste fino al tempo della fine All'inizio, ci sono degli indizi a cui possiamo subito giungere ad una conclusione. La prima e' che la comprensione del tempo in visione non doveva essere inteso fino a quando non si e' giunti molto vicino alla fine del tempo. Possiamo sapere che e' cosi dal contesto in cui Daniele 12:11 e' localizzato. I versi 8 fino a 10 affermano: |
||||
| Capitolo 8. Ancora sulla Grande Tribolazione | ||||
| Pagina 75 | ||||
Io udii, ma non compresi, perciò chiesi: Mio signore, quale sarà la fine di queste cose? Egli rispose: va', Daniele, perché queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine. Molti saranno purificati, imbiancati e affinati; ma gli empi agiranno empiamente e nessuno degli empi capirà, ma capiranno i savi. |
||||
| ||||
|
Dio ha un orario preciso per rivelare la comprensione della verità contenuta nella Bibbia. Tutto quello che l'umanità vuole sapere da Dio, sulla fine del mondo e'contenuto nella Bibbia. Ad ogni modo, noi non possiamo capire il significato degli avvenimenti Biblici salvo che Dio non apri i nostri occhi spirituali.
Un esempio, con tutto cio' che Gesu' aveva ripetutamente detto ai Suoi discepoli , sulla sua uccisione e resurrezione, essi non avevano compreso nulla fino a quando Gesu' non risuscito' dalla morte. (Vedi Luca 24:31-34.) Lo stesso principio e' valido per gli eventi della fine dei tempi. Daniele 12:8-10 ci svela che la natura degli eventi della fine dei tempi non sarà intesa fino a quando il mondo non giungerà molto vicino alla fine. Questo e' il tempo quando la nostra conoscenza degli avvenimenti finali saranno conosciuti in modo più approfondito. La seconda conclusione a cui possiamo giungere per soddisfare il nostro desiderio di capire Daniele 12:11 e' che i 1290 giorni non possono essere interpretati letteralmente. Una attenta ricerca sulla Bibbia non rivela un periodo di tempo fra questi due avvenimenti, oppure la durata di un evento che equivale letteralmente a 1290 giorni. Sappiamo, comunque, che i 1290 giorni sono equivalenti a 1290 anni, ma dobbiamo giustificare che la parola “giorno” e' un riferimento nascosto ad un periodo di un anno. Possiamo trovare alcuni esempi di questa tesi nella Bibbia. In Ezechiele capitolo 4, il profeta Ezechiele e' comandato di prendere delle azioni per un numero di giorni che rappresentano anni. Per esempio, in Ezechiele 4, verso 6 leggiamo:
Terminati questi, ti coricherai di nuovo sul tuo fianco destro e porterai l'iniquità della casa di Giuda per quaranta giorni. Ho deposto su di te un giorno per ogni anno. In Numeri 14:34 Dio utilizza la stessa sostituzione di un giorno per un anno mentre dichiara ad Israele:
In base al numero dei giorni che avete impiegato ad esplorare il paese, cioe' quaranta giorni, per ogni giorno porterete la vostra colpa un anno, per un totale di quarant'anni; e voi conoscerete cosa sia l'essermi ritirato da voi. In Rivelazione capitolo 11 leggiamo che i due testimoni sono morti per tre giorni e mezzo (Rivelazione 11:9 e 11). Questo periodo di tempo e' della stessa durata dell'evento in Rivelazione 11:2, dove Dio indica che la santa città sarà calpestata per quarantadue mesi. Quarantadue mesi equivalgono a tre anni e mezzo. I tre giorni e mezzo equivalgono allo stesso periodo di tempo di quarantadue mesi (tre anni e mezzo). Quindi, Dio ancora una volta rende uguale un giorno con un anno. Inoltre, quando osserviamo la Bibbia con avvenimenti associati con l'idea di 1290 anni, impariamo che noi siamo giusti a sostituire la parola anno con la parola giorno. Per misericordia di Dio, in questo momento della storia, quando ci troviamo cosi vicini alla fine del mondo, ci e' stata data una comprensione giusta a riguardo del calendario della storia. (Il lettore e' invitato a contattare Family Radio e chiedere per il libro Adamo quando? Il quale mette in dettaglio il calendario Biblico della storia.) Senza un calendario preciso, nessuno sarebbe in grado di capire i 1290 giorni (anni) di Daniele 12:10. Due Avvenimenti storici sono Separati da 1290 Anni Una ricerca sul calendario della storia della terra rivela che ci sono due avvenimenti storici che entrambi s'identificano con la Grande Tribolazione, e sono separati esattamente da 1290 giorni. Il primo avvenimento e' quello di Giacobbe e la sua intera famiglia che furono guidati da Dio ad emigrare in Egitto per sfuggire ai sette anni di carestia che “si era sparsa sulla superficie di tutto il paese” (Genesi 41:56). Questo evento e' descritto come una grande afflizione in Atti 7:11. La parola “calamita” nel linguaggio originale Greco della Bibbia e' uguale alla parola “tribolazione”, la stessa parola che leggiamo in Matteo 24:27. Atti 7:11 dichiara:
Or sopravvenne una carestia e una grande calamita' [grande tribolazione] in tutto il paese d'Egittto e di Canaan, e i nostri padri non trovavano viveri. Dovete annotare che l'esperienza di Giacobbe, quando lasciò la terra di Canaan per andare in Egitto, e' chiamata Grande Tribolazione. Quindi, Dio indiscutibilmente accosta l'esperienza di Giacobbe con la Grande Tribolazione della fine dei tempi. Il periodo di questo evento cosi traumatico e' stato l'anno 1877 a.C. Se questo evento e' avvenuto all'inizio dei 1290 anni, quale evento avvenne precisamente dopo i 1290 anni? L'anno 1877 a.C. meno 1290 anni ci portano all'anno 587 a.C. Questo primo evento che ha avuto luogo nell'anno 1877 a.C., e' chiamato la “grande tribolazione.” E' stata una copia storica drammatica della Grande Tribolazione di Matteo 24. Abbiamo appreso, anche, che ci fu un avvenimento storico drammatico che avvenne nell'anno 587 a.C. che e' completamente in sintesi alla Grande Tribolazione dei nostri giorni. L'anno 587 a.C. fu l'anno esatto che Gerusalemme e il tempio furono completamente distrutti dai Babilonesi, ed il resto della popolazione fu portata in cattività in Babilonia. La nazione malvagia della Babilonia, sotto il comando del re della Babilonia, divenne il capo di Gerusalemme e di tutta la Giudea. Poiché il tempio fu distrutto, non c'era piu' il luogo santo. Gerusalemme era stata occupata dall'abominazione della desolazione. Noi, quindi, siamo sicuri che questi due avvenimenti s'identificano con la profezia di Daniele 12:11. In Matteo 24:15-21, dove Dio ci invita a leggere il libro di Daniele, si parla di una Grande Tribolazione che avverrà, come l'ultimo avvenimento mondiale, prima della fine del mondo. C'e' una relazione di 1290 anni tra; la Grande Tribolazione dell'anno 1877 a.C. , e l'anno 587 a.C da una parte, e la Grande Tribolazione, dell'altra parte, descritta in Matteo 24? Ovvero! Possiamo capire questo quando esaminiamo un principio che Dio usa per far capire la verità Biblica. Questo e' il principio di una relazione di un terzo, e due terzi. Possiamo constatare questo, per esempio, in Zaccaria capitolo 13 dove Dio simbolicamente divide la gente del mondo, in due frazioni. Le persone salvate del mondo s'identificano con la frazione di un terzo, mentre le persone non salvate del mondo, s'identificano con la frazione di due terzi. In Zaccaria 13:8, 9 leggiamo:
E in tutto il paese avverrà, dice l'Eterno, che i due terzi vi saranno sterminati e periranno, ma un terzo vi sarà lasciato. Faro passare questo terzo per il fuoco, lo raffinerò come si raffina l'argento e lo proverò come si prova l'oro. Essi invocheranno il mio nome e io li esaudirò. Io dirò: questo e' il mio popolo, ed esso dirà: l'Eterno e' il mio Dio. Un'altra illustrazione lega tre avvenimenti importanti a queste stesse frazioni. In I Re capitolo 6, verso 1 leggiamo:
Nell'anno quattrocentottanta dopo l'uscita dei figli d'Israele dal paese d'Egitto, nel quarto anno del suo regno sopra Israele, nel mese di Ziv, che e' il secondo mese, Salomone comincio' a costruire la casa dell'Eterno. |
||||
| Pagina | ||||
|
L'uscita dei figli d'Israele dal paese d'Egitto rappresenta il piano di salvezza di Dio. Dio dichiara: “Io sono l'Eterno, il tuo DIO, che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù” (Esodo 20:2). Ovvero, Io sono Geova colui che ti ha salvato. Questa rappresentazione fisica della salvezza avvenne 430 anni dopo il tempo che Giacobbe emigrò nel paese d'Egitto (Esodo 12:40, 41), cioè nell'anno 1447 a.C.
Secondo il libro di I Re capitolo 6, verso 1, fu esattamente 480 anni dopo, cioè, con 480 anni dopo l'anno 1447 a.C., si arriva all'anno 967 a.C., quando Salomone incomincio' a costruire il tempio. Abbiamo appreso che il tempio del Vecchio Testamento era una rappresentazione delle congregazioni e delle chiese del Nuovo Testamento. Il tempio fu anche una rappresentazione di Cristo stesso. Ricordate che Cristo disse agli Ebrei: “Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo ricostruirò” (Giovanni 2:19). Gesu', il tempio spirituale, quando e' venuto sulla terra per essere il tempio? Non abbiamo una prova assoluta che Gesu' nacque nell'anno 7 a.C., tutte l'evidenze circostanti indicano l'anno 7 a.C. come l'anno della Sua nascita. L'anno 7 a.C. avviene esattamente 960 anni dopo che le fondamenta del tempio di Salomone furono poste, nell'anno 967 a.C. Quindi, il periodo totale dell'uscita del popolo d'Israele dal paese d'Egitto nell'anno 1447 a.C. fino alla nascita di Cristo nell'anno 7 a.C. e' di 1440 anni. Il periodo di 480 anni e' un terzo di 1440 anni. I 960 anni sono due terzi dei 1440 anni. Quando esaminiamo attentamente alla luce di un terzo, due terzi la grande tribolazione della Bibbia, scopriamo che l'anno 1994 d.C. coincide perfettamente nel piano di Dio. L'anno 1994 e' due volte 1290 anni dopo l'anno 587 a.C., che fu l'anno quando avvenne la distruzione completa di Gerusalemme e del tempio. Analizziamo per un momento la matematica. Dobbiamo addizionare 587 a 1994 e sottrarre 1 perché non esiste l'anno 0 quando si passa dagli anni a.C. agli anni d.C. Quindi, 587 + 1994- 1= 2580 anni= 2x1290 anni. Quindi, il tempo completo dalla grande tribolazione che Giacobbe sperimento' nell'anno 1877 a.C. all'anno 1994 d.C. e' 1877 + 1994 – 1 = 3870 anni. I 1290 anni da 1877 a.C. all'anno 587 a.C. e' un terzo di 3870 anni. I 2580 anni da 587 all'anno 1994 d.C. e' due terzi di 3870 anni. Il fatto che nell'anno 1994 gia esisteva una grande evidenza che il tempo della Grande Tribolazione era gia incominciato, ci convince che noi abbiamo correttamente applicato questo principio di un terzo, due terzi. Puo' essere notato che questo principio di un terzo, due terzi e'giusto incominciando con la grande tribolazione dell'anno 1877 a.C. quando Giacobbe e la sua famiglia andarono in Egitto. Precisamente, 430 anni dopo che Giacobbe ando' in Egitto che il tempo della tribolazione giunse a termine. Questo prese luogo quando Israele usci' dall'Egitto nell'anno 1447 a.C. Esattamente 860 anni dopo (2 per 430) Israele attraversò nuovamente la grande tribolazione, e Gerusalemme e il tempio furono distrutti nell'anno 587 a.C. L'anno 1877 a.C. fu l'anno ufficiale che Israele (Giacobbe e la sua famiglia) lasciarono il paese di Cana per andare nel mondo malvagio dell'Egitto. Ma fu anche l'anno quando Giacobbe e la sua famiglia furono sotto la cura e la protezione di Giuseppe che fu in grado di fornire loro cibo in abbondanza. Questo fu l'anno che termino' la prima fase dei settant'anni di carestia. L'anno 587 a.C. fu l'anno ufficiale della distruzione di Gerusalemme, e che fece terminare la prima fase dei settant'anni di tribolazione di quei giorni. In modo parallelo possiamo concludere che l'anno 1994 fu la fine ufficiale dell'epoca della chiesa che termino la prima fase della Grande Tribolazione. Questa prima fase era rappresentata dai simbolici quarantadue mesi di Rivelazione 11:2 durante la quale la città santa venne calpestata, ed il simbolico tre giorni e mezzo dei due testimoni cadaveri che giacevano sulla piazza della città (Rivelazione 11:9), ed il probabile tempo letterale di 2300 giorni di Daniele 8:13, 14 durante la quale il santuario e l'esercito vennero calpestati, indicando, nello stesso tempo la mezz'ora di silenzio descritta in Rivelazione 8:1. Quindi, dovrebbe anche essere l'anno ufficiale dell'inizio della stagione dell'ultima pioggia. Questa informazione a riguardo del principio di un terzo, due terzi ci assiste ulteriormente a farci notare il parallelismo che esiste tra le due grandi tribolazioni storiche (1877 a.C. e 587 a.C.), e la Grande Tribolazione dei nostri giorni. Moltissime lezioni possono essere apprese esaminando questi due grandi eventi storici, e sono di grande aiuto nella comprensione della tribolazione odierna e la nostra relazione come credenti. Quindi, nel proseguo del nostro studio esamineremo alcuni delle lezioni piu' importanti che Dio c'insegna. |
||||
| Capitolo 8. Ancora sulla Grande Tribolazione | ||||
| Pagina 78 | ||||
|
Prima di continuare con il nostro studio, dovremmo fare un'osservazione alle pretese di coloro che insistono che l'insegnamento di Matteo 24, a riguardo della distruzione del tempio, e' stata completamente adempiuta nell'anno 70 d.C. In quell'anno, l'imperatore Romano Tito distrusse completamente Gerusalemme. L'opinione di queste persone e' che noi non dobbiamo guardare Matteo 24 o qualsiasi altro capitolo del genere come appendice per ottenere una comprensione degli avvenimenti della chiesa o del mondo durante la fine dei tempi. In teologia questo viene chiamato la posizione preterito. Preterito significa semplicemente quello che e' gia' successo. La posizione preterito veniva osservata da moltissimi teologi del passato.
Quando osserviamo con attenzione Matteo 24 , veniamo a conoscenza che la posizione preterito non e' ammissibile. Vediamo perché e' cosi. Matteo 24:1-2 dichiara:
Ora, mentre Gesu' usciva dal tempio e se ne andava, i suoi discepoli gli si accostarono per fargli osservare gli edifici del tempio. Ma Gesu' disse loro: non vedete voi tutte queste cose? In verità vi dico che non resterà qui pietra su pietra che non sarà diroccata. Mentre e' vero che il tempio fu distrutto nell'anno 70 d.C., non e' vero invece che una pietra su pietra non fu diroccata. Il muro del pianto insieme alla fondazione del tempio in Gerusalemme esiste ancora oggi. Queste strutture sono state una parte essenziale dell'edificio del tempio. Secondo, in Matteo 24, verso 3, Gesu' ci fornisce il tempo dell'adempimento di questa profezia nella risposta, alla domanda dei discepoli. In questo verso leggiamo:
Poi, mentre egli era seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli accostarono in disparte, dicendo: dicci, quando avverranno queste cose? E quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell'età presente? In modo preciso, questo verso ci indica la fine dei tempi per l'avvento di questa profezia. Inoltre, il verso 15 chiama alla nostra attenzione l'abominazione della desolazione descritta dal profeta Daniele. Quando seguiamo questo filo indicatore, abbiamo la nozione della fine dei tempi, cosi come abbiamo appreso in questo studio. Il verso 21 parla ancora di una tribolazione cosi grande, che non vi fu mai stata dal principio del mondo. Poi il verso 29 e 30 ci dice che la Grande Tribolazione sarà seguita immediatamente dalla distruzione dell'universo e del ritorno di Cristo. Quindi, dobbiamo capire che la cosiddetta posizione preterito non ha nessuna validità Biblica. Dobbiamo capire che l'intero capitolo di Matteo 24 parla della Grande Tribolazione e della fine del mondo. |
||||
|
|
Capitolo 7. L'Epoca della Chiesa è Arrivata a Termine | TAVOLA DEI CONTENUTI | Capitolo 9. La Terza Stagione. L'Ultima Pioggia | |