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Nel
Principio…..
HAROLD CAMPING
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Genesi 1: 1: “Nel principio”
Generalmente consideriamo che questa frase significhi “primo.” Ma non e` il “primo” (echad) di Genesi 1: 5 oppure 2: 11, come primo ingresso di una lista, piuttosto, e` il “primo” (reshith) di Esodo 23: 19, ed è l'inizio di una successione di eventi. “Primo” sta a significare i principi di una serie di avvenimenti che conducono ad un traguardo o ad un obiettivo specifico. In breve questa frase potrebbe significare “il primo passo.” Nel concreto, questa frase va riferita al momento in cui e` stato creato l'universo. Prima della creazione non esisteva l'universo. Fisicamente L'universo non esisteva , pero` ha avuto un “principio.” A questo possiamo aggiungere che l'universo non avra` un futuro eterno (Salmi 102: 25 e 26, II Pietro 3: 10). Tuttavia, e` anche vero che a questo universo gli e` stata data una speranza nella condivisione del piano redente di Dio (Romani 8: 19-23). Secondo I Corinzi 15: 44-50, II Pietro 3: 12 e 13, e Rivelazione 21: 1, l'universo, verra' sostituito da uno spirituale in una realtà in cui noi non siamo in grado ne` di immaginare e ne` di descrivere. Dio e` da sempre e per sempre eterno. Dio ha creato il Suo popolo per l'eternità' (Salmi 102: 27 e 28). Anche le persone che non sono state salvate avranno un'esistenza eterna (Matteo 25: 46). Pero`, l'universo ha un principio e una fine. Il messaggio vero di questa frase lo possiamo paragonare con il libro di Giovanni nel Nuovo Testamento. Nel Vangelo di Giovanni, capitolo 1: 1, apprendiamo che “nel principio era la Parola.” Quella Parola era Gesu` Cristo, colui che venne nel mondo per portare grazia e verita` come Salvatore ( Giovanni 1: 14). Genesi 1: 1 dichiara il principio della Parola, Gesu`? No. Giovanni 1: 1 non dice “nel principio della parola.” Gesu` e` il Dio eterno (Tito 1: 3 e 2: 13, e Ebrei 1: 8). Gesu` era presente nella creazione, perche` Egli e` il grande “IO SONO”, l'Eterno. Infatti, secondo il Vangelo di Giovanni 1: 3, 10, Gesu` e` il Creatore. Il primo capitolo di Genesi ci da una descrizione del vangelo della “grazia e verita`?” No. Il vangelo fu completato prima della creazione del mondo (Efesini 1: 4, II Timoteo 1: 9, Tito 1: 2). Se il primo capitolo di Genesi non rappresenta la descrizione del vangelo, allora cosa sta annunciando nel principio? La risposta è che Dio ha mandato Suo Figlio nel mondo per essere il Salvatore (Giovanni 3: 16, 17, I Timoteo 1: 15). Egli non poteva essere il Salvatore se il mondo non fosse esistito. Percio`, il primo passo nell'adempimento del vangelo era di creare “i cieli e la terra,” perche` questo universo e` l'arena dove prende luogo il dramma della salvezza. Con questo apprendimento, possiamo affermare che Genesi 1: 1 si riferisce all'esecuzione della promessa del vangelo. Dio aveva un lavoro da svolgere, e Genesi 1: 1 descrive il primo passo di una serie di provvedimenti che conducono all'adempimento del Suo scopo specifico (Isaia 45: 18, II Timoteo 1: 9, Tito 1: 2). Il piano di Dio fu messo in atto “nel principio” e non si fermera' fino a quando non verra` completato e fino a quando questo universo non concludera' il suo scopo, e poi la sua esistenza cessera`. “Dio” |
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La parola “Dio” e` una parola al plurale. Questo non significa che esiste piu` di un Dio, perche` la parola “creo`” e` singolare per dimostrare che il soggetto della frase e` singolo. Esiste un solo Dio (Deuteronomio 6: 4, Romani 3: 30, Efesini 4: 6,
I Timoteo 2: 5). Invece, la forma plurale della parola “Dio” mette in rilievo il fatto che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo formano un solo Dio, e tutti e tre sono stati coinvolti nella creazione del mondo (il Padre: Malachia 2: 10, il Figlio: Efesini 3: 9, lo Spirito Santo: Salmi 104: 30). La preparazione per eseguire il vangelo fu molto importante perche` il vangelo e` importante.
Nota che “nel principio” della creazione c'era soltanto Dio e nessun altro. Dio diede i primi passi nell'esecuzione del vangelo (Isaia 44: 24) e “nel principio” c'era Dio senza l'uomo (Giobbe 38: 1-18). Il Vangelo spiega, il perche` Dio era solo al principio, (l'uomo fu creato da Dio il sesto giorno), e`, che solo Dio e` stato il fautore nella preparazione del vangelo e adempirlo nell'arena della creazione dell'universo. L'assenza dell'uomo pone in rilievo che Dio ha creato tutto, indipendentemente, senza il consiglio o l'assistenza dell'uomo. Il Vangelo della salvezza non e` una società`. Gli esseri umani non hanno partecipato al disegno del vangelo, e nemmeno, durante la loro vita, hanno cooperato nell'adempimento del vangelo. Al principio e per sempre, il vangelo della salvezza e`nato senza la partecipazione dell'uomo (Romani 3: 28, Efesini 2: 9, II Timoteo 1: 9, Tito 3: 5). Il Dio che crea e` l'unico Salvatore (Isaia 45: 12 e 21). Non che il contributo dell'uomo non sia stato necessario per il disegno e l'adempimento del vangelo, l'uomo e` stato, comunque, la fonte del problema, e il Vangelo è stato la soluzione. Un messaggio importante del libro di Genesi e` il fallimento dell'uomo, ossia, l'incapacita` dell'uomo nell'agire senza vincoli da Dio. Adamo fu creato nell'immagine di Dio. Quando Adamo fu creato egli era un uomo perfetto e viveva in un ambiente perfetto, e fu creato anche per essere dipendente da Dio. Adamo ed i suoi discendenti furono, e sono sempre stati, dipendenti da Dio (Proverbi 16: 9, Geremia 10: 23, Atti 17: 28). Quando ad Adamo gli fu offerto il frutto proibito da Eva, egli doveva implorare Dio per resistere alla tentazione e rimanere ubbidiente. Adamo, avrebbe dovuto anche implorare Dio per sapienza e coraggio e cercare aiuto in favore della sua povera moglie. Adamo scelse, tuttavia, la morte! Il libro di Genesi ci rivela che un uomo perfetto , che a! gisce da solo, sceglie la morte. La perfezione di Adamo non significa che egli era forte e indipendente e saggio, ma significa che egli era giusto con Dio, pero` aveva bisogno sempre dell'aiuto di Dio per rimanere giusto con Lui. Il libro di Genesi ci dimostra che, quando l'uomo mette fiducia solo su se stesso mettendo da parte Dio, fallisce (Genesi 3: 1-6). Meravigliosamente, Dio, colui che e` l'unico saggio e capace, ha disegnato ed adempito il piano del vangelo che salva l'uomo dalla condanna e dalla corruzione del peccato ( Isaia 45: 22). Genesi 1: 1-5 fa una descrizione di quello che Dio puo` fare nella salvezza e quello che l'uomo non puo` fare per salvare se stesso (Esodo 14: 13, II Cronache 20: 17, Tito 3: 5). Questo ci conduce su due conclusioni importanti. In primo luogo, per tutto cio` che Dio ha fatto, e` Lui soltanto che riceve la gloria (Rivelazione 4: 11). Egli non condivide gloria con l'umanita` (Isaia 48: 11). Non esiste una base dove l'uomo possa vantarsi (I Corinzi 1: 29). Genesi 1: 1 elimina ogni principio di orgoglio, azione o successo dell'uomo. L'uomo desidera credito e onore per quello che ha fatto, solo perche` si crede di essere importante, ma la storia ci fa rilevare che l'umanita` e` colpevole per tutte le miserie del mondo. L'uomo vuole il controllo della sua vita e del suo destino. Pero` la storia ci dimostra che qualunque cosa l'uomo compie e` temporaneo e pieno di errori. Di solito l'azione dell'uomo e` distruttiva sia per se stesso e sia per gli altri. E da porre in rilievo la gioia che “nel principio” Dio preparo' il vangelo, e l'uomo non puo' metterlo in disordine. In secondo luogo, Dio e' stato l'artefice della Creazione, e quando chiama il Suo popolo attraverso il vangelo, tutti devono mettere piena fiducia in Lui. Dio conosce il piano per il Suo popolo, e conosce cosa fare per adempirlo (Geremia 29: 11, II Pietro 2: 9). Le persone non devono porre fiducia alle loro invenzioni per salvarsi, ma devono cercare la salvezza che e` stata preparata dalla sapienza del Creatore onnipotente (Proverbi 3: 5, 6, Geremia 45: 22). “ creo` i cieli e la terra.” La parola “creo`” (bara) significa fare qualcosa di nuovo che non e` mai esistito prima (cfr. Numeri 16: 30: “l'Eterno fa, bara, una cosa nuova”; oppure Isaia 65: 17: “io creo, bara, nuovi cieli e nuova terra”). Questo esempio e` usato per descrivere la creazione della vita in Genesi 1: 21, 27 (Salmi 104: 30). La Bibbia alcune volte usa altre parole che si riferiscono alle opere di Dio. La parola “formo`” (yatzer) in |
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Genesi 2: 7 si riferisce ad una sostanza che e` stata creata dal materiale allora esistente. La parola “faro`” (asah) puo` significare creare, come e` descritta in Genesi 2: 4, oppure formare, come e` affermata in Genesi 2: 19. Ci sono altre parole, come la parola nathan che alcune volte è tradotta “fare,” pero` spesso è interpretata in “dare.” Ad ogni modo, la parola “ creo`” in Genesi 1: 1 significa che Dio creo` l'universo dal nulla (Ebrei 11: 3).
Nella luce del vangelo, possiamo affermare che ci vuole il Creatore per essere il Salvatore. Innanzitutto, solo il Creatore puo` creare una nuova vita, cioe`, creare la vita dal nulla, ossia da dove non c'e` vita. Per esempio, Egli da vita al Suo corpo nella risurrezione allo scopo di completare l'opera dell'espiazione (Giovanni 10: 17 e 18). In un altro esempio, il Signore da la vita ai peccatori che nell'anima sono morti nei falli e nei peccati (Efesini 2: 1). Soltanto il Creatore puo` creare un nuovo cuore che palpita con un amore che non aveva prima, cioe`, Egli crea un cuore con una nuova motivazione ed un nuovo affetto. Per esempio, il Signore concede al Suo popolo, che era schiavo del peccato e ribelle a Dio, un cuore per amare il Signore, ed un desiderio umile per ubbidire a Lui (Salmi 51: 10, 17). Salvando i peccatori, Dio dona loro la potenza e la sapienza di adempire i desideri dei loro cuori. Il popolo di Dio e` un tro! feo del Salvatore, colui che e` il Creatore (Isaia 65: 18, II Corinzi 5: 17). La parola “cielo” in realtà significa “cieli”. Non abbiamo una chiara spiegazione della sua forma plurale. Puo` darsi che fisicamente significhi il cielo che si trova vicino alla Terra, cioe`, l'atmosfera che noi chiamiamo cielo (Genesi 1: 20) con il cielo che si trova lontano dal nostro pianeta,ossia, lo spazio (Genesi 1: 17). Una delle cose che possiamo affermare con sicurezza e' che, le parole “i cieli e la terra” elenca l'inventario totale dell'universo, come leggiamo in Giovanni 1: 3:
“ Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (la Parola), e senza di lui nessuna delle cose fatte e` stata fatta.” La parola “cielo” va riferita anche al luogo dove risiede Dio (I Re 8: 27). Dobbiamo stare attenti a come interpretiamo il luogo di residenza di Dio. Che cosa vuol dire quando la Bibbia afferma che “Dio ha creato i cieli e la terra”? Dobbiamo interpretarlo come il luogo dove Dio abita fu creato? Puo` darsi che si riferisca agli abitanti del Cielo, come gli angeli che adorano e servono Dio. Comunque, se consideriamo che la parola “cielo” significhi il luogo dove abita Dio, allora la frase “creo` i cieli” e` al di la` della nostra mente e consapevolezza per spiegarlo. E' da porre in enfasi che le parole “creo` i cieli e la terra” sono in relazione a tutte le cose che appartengono a Dio (Deuteronomio 10: 14). L'universo dove noi abitiamo e tutti i suoi contenuti appartengono a Dio (Salmi 24: 1), anche la parte spirituale dell'universo appartiene a Lui e particolarmente le anime di tutta l'umanita` (Ezechiele 18: 4). Dio e` l'assoluto Sovrano dell'universo, perche` tutte le cose appartengono a Lui. Dio ha creato ogni cosa, e dispone su tutto con la Sua creazione (Geremia 27: 5, Romani 9:18-23). Un'altra importanza delle parole "creo` i eli e la tcierra” e` che Dio e` piu` grande di tutte le cose, e quindi, deve essere distinto dalla Sua creazione. Dio non e` una parte della creazione, ma e` Colui che ha creato ogni cosa. Percio`, nessun elemento nella creazione puo` o dovrebbe essere usata per rappresentare Dio (Esodo 20: 4, Atti 17: 24 e 25). La nostra affezione e preoccupazione deve essere nelle cose celesti, non nelle cose terrestri (Colossesi 3: 1 e 2). Il cielo, la terra e tutte le sue meraviglie, ci stupiscono, ci deliziano e ci attirano. Comunque, per quanto meravigliosa siano le opere fisiche di Dio (Salmi 40: 5), questo universo non e` niente altro che un palcoscenico dove le questioni della salvezza vengono interpretate fino alla fine (Rivelazione 12), e dopodiché vengono eliminate (Rivelazione 6: 13, 14). Possiamo affermare che questo pianeta, chiamato Terra, e` solo un palcoscenico. Secondo il Salmo 115: 16, questa terra e` l'unico pianeta abitato, non esiste un altro pianeta dove ci sia vita, o qualche altro essere che possa condividere la caduta o la redenzione dell'uomo. Molte persone sperano di poter trovare altri esseri viventi nell'universo, cosi possono affermare che questo pianeta non e` l'unico. Questo dovrebbe sostenere la convinzione che gli elementi dell'universo abbiano formato la vita. Comunque, non e` cosi. Romani 8: 20 afferma che l'universo intero fu maledetto a causa del piano evangelico di Dio che stava per essere compiuto sulla terra. Dio e` perfettamente giusto e sacro. Egli non avrebbe mai maledetto una persona per un avvenimento che sarebbe potuto avvenire su uno dei pianeti di questa galassia. Possiamo aggiungere a questo, che quando Gesu` ritornera` su questa terra, l'universo intero verra` distrutto (Salmi 102: ! 25 e 26, Matteo 24: 29, Ebrei 12: 26 e 27, Rivelazione 6: 13, 13, 21: 1). Dio sarebbe ingiusto se |
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distruggesse esseri viventi che vivono in un pianeta lontano dal nostro al termine della Sua opera su questa terra.
Alcune volte i non credenti reclamano, con falsa umilta`, che “ci vuole un orgoglio enorme nell'insistere sul fatto che questo minuscolo e insignificante pianeta, che si trova in un remoto luogo dell'universo, sia l'unico dove esiste la vita. Come fa una persona a credere che questi piccoli esseri popolano questo pianeta come le formiche, possono essere cosi importanti?” Innanzitutto, una vera umilta` e` manifestata quando sì e` sottomessi alla rivelata volontà di Dio. Favorire idee che vengono generate dal nostro interesse e immaginazione e` una manifestazione di orgoglio. Inoltre, una persona che fa una tale affermazione e` completamente concentrata su questo universo, e non ha nessuna comprensione delle cose che sono molto piu` importanti, come le realtà spirituali. La verita` e` che il valore dell'anima non e` commisurato dalla grandezza del pianeta dove abita, o dal corpo in cui vive. Il valore dell'anima e` misurato dal grande sacrificio ! che il Creatore Onnipotente ha fatto quando venne sulla Terra come redentore. Quando contempliamo la creazione, incominciamo a vedere e accorgerci che abbiamo una pallida idea di Dio, chiedendoci: chi e` questo Dio che ha creato questo universo cosi complesso? Attraverso la creazione incominciamo a capire la Sua maesta`, la Sua potenza e la Sua sapienza. Studiando il libro della Genesi, possiamo capire il Suo amore (I Giovanni 4: 8). Se ci si riflette, ci accorgiamo che esiste un solo Dio, che e` un Padre affettuoso e Eterno, come pure il Figlio e lo Spirito Santo. Dio non ha un inizio, e non ha una fine. Dio e` sempre esistito. Soltanto Dio merita il nostro amore e solo Lui ha la capacita` di amare. In tutto questo, abbiamo un grande messaggio: Dio ama se stesso. Il Padre ama il Figlio con un grande amore. Il Figlio ama il Padre e lo Spirito Santo onora il Padre e il Figlio. Sono una società perfetta, completa, che non ha bisogno di nessuno. Un Dio perfetto. E con tutto cio`, leggiamo, “che Dio creo`”, tutto da solo e s! enza alcun bisogno di nessuno. Egli aveva la Sua creazione nel cuore. La nostra esistenza non proviene dal fatto che Dio era da solo o era annoiato, e nemmeno che Egli voleva mettersi in mostra, ma perche` ha voluto che noi potessimo esistere. Egli ha avuto un'enorme ed una continua cura delle nostre anime. Questo amore di Dio per noi ci lascia stupiti. Possiamo realmente comprendere questo amore?
“ La terra era informe e vuota e le tenebre coprivano la faccia dell'abisso; e lo Spirito di DIO aleggiava sulla superficie delle acque.” Per quanto di nostra conoscenza , non c'e` un suo sostituto a cui possiamo paragonare l'immagine che ci descrivono queste parole. Dare una spiegazione va oltre la nostra esperienza sulla creazione, sarebbero soltanto una speculazione inutile. Tuttavia, dobbiamo affermare che le parole che parlano dell'universo, ci fanno capire che qualsiasi forma abbia avuto originalmente l'universo, la realta' e' che l'universo esisteva allora e continua ad esistere oggi, perche` Gesu` sostiene tutte le cose attraverso la Sua volontà, e anche tramite le Sue leggi naturali (Colossesi 1: 17, Ebrei 1: 3). L'intento spirituale delle parole “la terra era informe e vuota” hanno una maggiore comprensione quando le confrontiamo con Geremia 4: 23. Inoltre, Geremia 4: 22, descrive le stupidaggini fatte della nazione d'Israele, dove afferma: “Si, il mio popolo e` stolto, non mi conosce; sono figli insensati e non hanno intendimento; sono esperti nel fare il male, ma non sanno fare il bene.” Comunque, anche se questi versi ci danno un'immagine piu` ampia del loro carattere apostato spirituale , descrivono anche la reazione di Dio verso i loro peccati. Secondo Geremia 4: 26, che fa parte del contesto del verso 23, le parole “la terra era informe e vuota” sono una parte che descrivono “l'ira feroce” di Dio. La parola “tenebre” puo` essere intesa e confrontata con versi come, Gioiele 2: 1 e 2 Sofonia 1: 14 e 15, e Giuda 13. Evidentemente, le parole “la terra era informe e vuota” e la parola “tenebre” indicano il giudizio di Dio, la Sua ira, ed infine l'inferno. Non vogliamo dire che il giudizio gia esisteva al momento della storia dell'universo. Dopo tutto, il peccato ed i suoi effetti, come pure le sue penalita`, non diventarono un problema fino a quando non furono creati gli esseri umani. In questi versi, Dio descrive la creazione dell'universo per mezzo delle parole “informe e vuota” e la parola “tenebre” in modo di mettere in evidenza la Sua ira nel momento che inizia l'immagine del messaggio del vangelo, e l'ira viene a causa del peccato. Il vangelo non e` stato disegnato e adempito per far sentire le persone meglio, o per aver piu` successo in questo mondo. Il vangelo e` stato destinato a soddisfare un bisogno molto piu` grande: quello di evitare l'ira ed il giudizio di Dio. |
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Nota che il verso non dice che “il cielo e la terra era informe e vuota.” Il primo verso afferma che “i cieli” furono creati insieme alla terra. Il verso due invece, esclude “i cieli” da questa terribile descrizione. Probabilmente, l'esclusione dei “cieli” dal verso due, e` una rappresentazione di quello che leggiamo in Ecclesiaste 5: 2: “perche` DIO e` in cielo e tu sulla terra.” Attraverso Genesi 1; 2, veniamo messi a conoscenza che la tragedia e l'orrore descritto dalle parole “informe e vuota” e la parola “tenebre” si riferisce alla Terra e non ai Cieli. Puo` darsi che il concetto in Genesi 1: 2 e` che il problema e` per la Terra e non dei Cieli. Dio riceve il credito per aver mandato la maledizione nel mondo come risposta giusta per il peccato. Ad ogni modo, all'umanita` che vive sulla Terra, deve essere attribuita la colpa per la maledizione dell'universo e per il giudizio della sua anima. La colpa e' completam!
ente dell'uomo e non puo` essere attribuita a Dio. L'uomo cerca di dare la colpa a Dio (Romani 3: 1-8), ma non e' cosi'. Dio e` nei cieli e il peccato e` sulla Terra. Dio non sì e` limitato solo al Cielo, ma in Genesi 1: 2 pone in enfasi che Dio e` nei Cieli nel senso che Egli non puo` essere accusato di essere complice del peccato di Adamo che ha commesso sulla Terra.
La straordinarieta' dell'aspetto del vangelo e` che, nella grazia, Dio decise di assumersi il problema della Terra. Questa situazione non doveva essere il Suo problema, ma per amore, Egli non solo entro` in questo mondo peccaminoso nella persona di Gesu` Cristo e prendere su Se stesso il peso del Suo popolo (Matteo 8: 16 e 17), ma prese anche la penalita` dei loro peccati che meritavano (I Pietro 2: 22-25). Comunque, siamo andati troppo veloci. Lasciamo questa meraviglia e ritorniamo ai seguenti versi. In Isaia 45: 7, leggiamo: “Io (Dio)…….creo le tenebre.” Una delle implicazioni che viene affermata in questo verso e` che le tenebre non esistevano finché Dio non l'ha creata. E` come se le tenebre avessero avuto qualche sostanza in se stessa. Dal punto di vista fisico, noi non abbiamo nessuna idea cosa significhi, Dio creo` le tenebre. Non esiste nessuna forma fisica a cui paragonarla o immaginarla. Attraverso la nostra osservazione abbiamo appreso che le tenebre sono la mancanza di luce, e non esiste in se stessa una natura fisica. Quindi, questa affermazione, deve essere intesa spiritualmente. In sostegno a questa tesi, il contesto che Isaia 45 pone, e' che lega la parola “tenebre” alla “calamita`” dell'ira di Dio sui peccatori. Il messaggio di Isaia 45 e` che Dio e` Dio, completamente e sempre in controllo, anche nei momenti di distruzione. In altre parole, i peccatori non si auto-puniscono, per penitenza allo sc! opo di meritarsi una restaurazione con Dio. Piuttosto, il giudizio viene dal Dio del Cielo (Romani 1: 18). Dio ha determinato quale e` il giusto pagamento per il peccato, ed Egli da solo fa si che il pagamento viene compiuto. Nota che il verso 2 non dice che le tenebre erano “nell'abisso”, ma che “coprivano la faccia dell'abisso.” La faccia si identifica con qualcuno, come persona unica, un individuo distinto da tutte le altre persone. Anche Dio dichiara di avere un viso (Esodo 33: 20). L'idea sembra dire che il giudizio di Dio non e` diretto al peccato come concetto, ma alle persone che peccano. Il peccato in se stesso non e` una forza indipendente o un extraterrestre che deve essere giudicato. Anzi, il peccato e` una disubbidienza determinata di una persona verso Dio (I Giovanni 3: 4). Quindi, e` l'anima che pecca che deve morire (Ezechiele 18: 4). La verita` spaventosa e' che l'Inferno e` piena di visi, piena di individui che sopportano l'ira di Dio, perche` odiano Dio e si ribellano a Lui. Le parole “informe e vuota” come pure la parola “tenebre” puo` essere intesa come una descrizione della vita malvagia terrena dei peccatori verso il bisogno del vangelo della grazia (Proverbi 4: 19). Prima di tutto, essi sono “informe”, o pieni di “vanita`” come e` tradotto nel libro di Isaia 40: 17 e 23. Questo significa che i peccatori che non sono salvati sono vanitosi; cioe`, sono pieni di orgoglio e di desideri egoisti. In secondo luogo, essi sono “informe” o “vuoto” come la parola e` usata in Isaia 34: 11. Questo significa che i peccatori non salvati hanno la mente vuota, cioe`, non hanno ne` sapienza ne` uno scopo (Romani 1: 22, Giacomo 1: 6). Questo significa anche che i peccatori non salvati hanno l'anima vuota; cioe`, non hanno nessuna bonta` o giustizia (Romani 3: 12). In terzo luogo, vivono nelle “tenebre” (Proverbi 4: 19, Ecclesiasti 2: 14, Efesini 5: 11, I Giovanni 2: 9-11). Questo significa che i peccatori non salvati odiano la verita` e tutto quello che è buono. Si ribellano a qualsiasi controllo e speranza che le tenebre nascondono dagli occhi penetranti del loro Creatore. Inoltre, con ansia cerca di attirare altre persone nell'oscurita`, e nelle vie malvagie (Romani 1: 30-32). L'umanita` vive nelle “tenebre” non solo perche` questo e` il luogo dove appartengono, ma anche perche`, questo e` il luogo dove vogliono stare (Giovanni 3: 19). L'uomo non vuole ascoltare o vedere le parole che mettono in rilievo i loro peccati e nemmeno l'avviso del giudizio che giustamente meritano (Giovanni 3: 20). Tristemente, le parole “informe e vuota” come pure la parola “tenebre” descrivono la vita breve e sprecata dei peccatori non salvati (Deuteronomio 28: 29, Ecclesiaste 1: 14, 2: 22, 23, I Timoteo 6: 4 e 5, Giacomo 4: 14). |
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Dobbiamo menzionare brevemente che alcune persone insistono che le parole “informe e vuota,” e la parola “tenebre” vanno riferite alla distruzione del mondo. E` loro opinione che l'ira di Dio fu manifestata qualche tempo prima della descrizione della Sua maledizione in Genesi 3.
La loro idea e' basata che c'e` un grande spazio di tempo tra Genesi 1: 1, dove e` descritto un universo perfetto e Genesi 1: 2, e insistono che questo verso descrive la distruzione della terra. Il loro obiettivo e` di mantenere in rilievo l'autorita` della Bibbia nella loro vita, e nello stesso momento far entrare in quello spazio di tempo i milioni di anni richiesti dalla teoria evoluzionistica. Pensare in questo modo e` sbagliato. Come vedremo piu` avanti, nella seconda parte di questo libro, e` impossibile accomodare la teoria dell'evoluzione e nello stesso tempo preservare l'autorita` della Bibbia. Genesi 1: 2, non descrive la distruzione del mondo. Non e` chiaro a cosa si riferisce fisicamente. Ad ogni modo, e` una chiara rappresentazione, della distruzione spirituale che accompagna il peccato. Inoltre, Genesi 1: 31 afferma che Dio era soddisfatto della creazione dell'universo. Quindi, Genesi 1: 2 si riferisce ad un'epoca quando l'universo non aveva ancora sperimentato! l'ira di Dio. Abbiamo intitolato Genesi 1: 1, “Dio senza l'uomo,” possiamo intitolare anche la prima parte di Genesi 1: 2, come: “l'uomo senza Dio.” Questo non significa che l'uomo che vive sulla terra sara` sempre senza Dio. L'universo appartiene a Dio, ed Egli e` presente dappertutto. Piuttosto, nel senso di Efesini 2: 12, dove spiega che i non credenti, le persone che sono sotto la maledizione di Dio, e sotto la minaccia del Giudizio e dell'ira eterna nell'inferno, sono “senza Dio” in questo mondo, cioe`, senza Dio come loro Salvatore. “E lo Spirito di DIO aleggiava sulla superficie delle acque.” La parola “superficie” e` la parola “faccia” che leggiamo nella prima parte del verso, sono la stessa parola, e si riferiscono sempre ad una persona. La parola “acque” va riferita a tante cose diverse. Alcune volte la parola “acque” va riferita al Giudizio (Genesi 6: 17). Altre volte si riferisce alla benedizione (Genesi 24: 17). Ma siccome sono nello stesso contesto con la parola “faccia,” puo` essere intesa in Genesi 1: 2, nel senso che si riferisce alla gente del mondo, come viene usata in Rivelazione 17: 15. La parola “aleggiava” si trova in questo verso e in altri due versi nella Bibbia. In Geremia 23: 9, questa parola e` tradotta “tremano”. Questa frase si riferisce all'agitazione e alla tristezza di Geremia per il peccato di Giuda ed di Israele. Attraverso questo paragone, costatiamo che non c'e` nessuna gioia nel cuore di Dio nel punire i peccatori (Ezechiele 33: 11). In Deuteronomio 32: 11 la parola e` tradotta come “svolazzare”. questo verso si riferisce alla preoccupazione affettuosa che la mamma aquila ha per i suoi figli. Con questo paragone apprendiamo che, Dio ha cura dei peccatori bisognosi di un padre affettuoso che curi le persone che conosce, cioe`, i Suoi figli cari (Matteo 10: 29-31). Uno delle tre persone di Dio,ossia lo Spirito di Dio e` messo in rilievo in Genesi 1: 2. Sebbene il Padre e il Figlio condividono questa preoccupazione per il popolo di Dio, il riferimento allo Spirito Santo e` messo in rilievo perche` Dio applica le benedizioni del vangelo al Suo popolo attraverso lo Spirito (Giovanni 3: 5, Romani 8: 9-16, I Corinzi 6: 11). Con stupore notiamo, dopo aver descritto la Sua ira, che giustamente dovrebbe cadere su tutta l'umanita`, leggiamo la Sua risposta misericordiosa verso il peccato dell'uomo. E come se Dio, per il Suo grande amore verso il Suo popolo, non vede l'ora di liberarli. Il “principio” venne il piu` presto possibile. Questo e` piu` di quanto una persona possa immaginare o sperare. Noi siamo in grado di intitolare questa seconda parte del verso, come “Dio ha cura dell'uomo” |
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(I Corinzi 2: 7). Come possiamo comprendere Dio, o il Suo sacro e saggio piano? La Sua eternita`, la Sua unicità, la Sua maesta` e la Sua potente e infinita creatività e` al di la` della nostra comprensione. Noi riusciamo a capire il modo come la gente pensa e agisce, pero`, le vie di Dio, per noi, sono incomprensibili (Isaia 55: 8 e 9, Romani 11: 33). E con tutto cio`, leggiamo nel verso 3: “Poi DIO disse”. Queste parole significano, tra le altre cose, che noi siamo stati creati per ascoltare la voce di Dio, non per curiosita`, ma dando una risposta amorevole al Suo messaggio d'amore. Tutto quello che conosciamo su Dio ed i Suoi modi di agire e` stata per rivelazione. Deve essere cosi, perche`, noi non possiamo inventare o dedurre quello che Dio ha in mente
(I Corinzi 2: 9-14). Percio`, “DIO disse” in Genesi, sta a significare il Suo piano evangelico nell'universo che aveva appunto creato per quello scopo. “DIO disse” nella Bibbia tutto quello che doveva dire sulla creazione e la salvezza, in modo che potessimo essere salvati, e in cambio, amarlo (I Giovanni 4: 10 e 19). Le parole “Poi DIO disse” si concentrano sull'importanza che la Parola di Dio ha nel mandato economico del vangelo. In primo luogo, attraverso la Parola di Dio veniamo a conoscere la Sua potenza. La Parola di Dio e` abbastanza potente per creare (Salmi 33: 6, 148: 5) e di salvare (Romani 1: 16). In secondo luogo, queste parole, rivelano la Sua autorità. La giustificazione dei peccatori riposa sul decreto del giudice. Egli deve dichiarare quel decreto giusto, per essere liberato dai suoi delitti commessi contro la legge di Dio. Dio ha l'autorita` per emanare qualunque decreto. Ad ogni modo, la dichiarazione di Dio non e` come il perdono che offrono i giudici o i dirigenti umani, che a volte e` basato su capricci personali di gentilezza, oppure attraverso indulgenze. Quello che Dio afferma deve essere giusto, perche` Egli e` giusto e Santo. Quello che “Dio disse” nel vangelo al riguardo della salvezza dei peccatori e` vero, perche` Dio e` anche il Giudice che ha soddisfatto le richieste della Legge. Dio per essere giusto e nello stesso tempo per giustificare i peccatori, ha dovuto condannare i peccati del Suo popolo su Suo Figlio Gesu`. Attraverso questa opera, Dio ha l'autorita` di dichiarare i peccatori, giusti (Romani 3: 25 e 26). In terzo luogo, le parole “Poi DIO disse” manifestano l'unico luogo della Sua parola, ossia la Bibbia, nel Suo piano di salvezza. E` il piano di Dio che la salvezza proviene soltanto dalla Sua Parola (Romani 10: 17, I Pietro 1: 23). Solo quando il peccatore ascolta e crede in quello che “Dio disse,” non solo con le orecchie, ma con il suo cuore e la sua anima, che viene salvato. Solo quando il peccatore ascolta e crede quello che “Dio disse” nella Bibbia viene salvato (Rivelazione 22: 18). “Sia la luce.” Queste parole sono citate in II Corinzi 4: 6 come una spiegazione dell'opera di grazia di Dio nei cuori del Suo popolo. Il collegamento di Genesi 1: 3 con II Corinzi 4: 6 e` importante, perche` mostra i nostri tentativi nel spiegare Genesi 1: 1-5, dal punto di vista del vangelo, non e` il nostro metodo privato d'interpretazione, ma e` quello che la Bibbia interpreta. Dio testimonia in II Corinzi che la realtà della storia che troviamo in Genesi 1, e` una foto del vangelo. In realtà, queste parole annunciano l'inizio delle radiazioni elettromagnetiche di tutte le frequenze, sia visibili che invisibili. Questa forma di energia fa parte dell'universo dove il dramma della salvezza e` stato compiuto. Dio usa questa forma di energia fisica per compiere il Suo programma evangelico. Per esempio, i peccatori hanno bisogno della parte visibile di questa energia di “luce” per aiutarli a vedere, allo scopo di leggere e credere nella Bibbia. Un altro esempio sarebbe: i missionari usano la parte invisibile di questa “luce” attraverso le frequenze di radiodiffusioni, al fine di divulgare la voce del vangelo “su tutta la terra” e le parole di Dio “fino agli estremi confini del mondo” (Romani 10: 18). Spiritualmente, queste parole annunciano la presenza di Gesu` Cristo, la Luce del mondo (Giovanni 8: 12, 9: 5). Genesi 1: 3, non dice che la luce fu “fatta” o “creata”, come il resto della creazione (Genesi 1: 7, 16, 21, 25, 27). Certamente, la luce fisica fu creata. Nessuna parte dell'universo e` mai esistita prima che Dio l'avesse creata. Comunque, Genesi 1: 3 non descrive l'aspetto della luce come un atto creato da Dio. Questo e` importante perche`, la luce fisica rappresenta Gesu`, colui che e` la Luce eterna. Gesu` non fu creato. Noi non possiamo dire, attraverso questo verso, quando la luce fu creata. Si Puo` ipotizzare che sia stato quando Dio parlo` nel verso 3. Infatti, l'enfasi del verso puo` essere espresso come : “Lascia che la Luce che gia` esiste splendere nelle tenebre. Lascia la Luce eterna venire su questo universo che ne ha tanto bisogno” (Efesini 5: 14). “E la luce fu.” |
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Le parole “E la luce fu” mette in rilievo la realtà storica del vangelo. C'era veramente la Luce nel mondo, come c'e` oggi (Matteo 4: 12-16). Il vangelo non e` una filosofia o una fiaba. Il vangelo e` vero, come e` vero il peccato dell'uomo e la minaccia del giudizio verso il peccato. Anzi, la Luce e` piu` vera di questo universo in quando dimorera` per sempre, anche se questo mondo un giorno cessera`di esistere.
Le parole “E la luce fu” accentua anche l'ubbidienza di Gesu` alla chiamata del vangelo. Come la luce fu comandata a splendere, cosi la Luce, cioe`, Gesu`, brillo`. In altre parole, come Gesu` fu comandato a fare la volontà di Dio per adempire il piano del vangelo (Luca 2: 49, Ebrei 10: 7). Egli fu ubbidiente (Giovanni 17: 4), fino alla morte (Filippesi 2: 8, Giovanni 19: 30). Attraverso l'ubbidienza di Gesu`, allora si che la luce poteva splendere nei cuori del Suo popolo (II Corinzi 4: 6). Le parole di Genesi 1: 3 annunciano l'amore di Dio. Le parole dichiarano che c'e` speranza per la gente che vive nelle tenebre (Isaia 9: 2, 49: 8 e 9, Michea 7: 8, Giovanni 1: 4 e 9). Meravigliosamente, “nel principio” la risposta immediata di Dio verso il peccato fu di comandare la “luce” di splendere. Questa e` una testimonianza “dove il peccato e` abbondato, la grazia e` sovrabbondata” (Romani 5: 20). Purtroppo, quando la luce del vangelo splende nelle tenebre, viene malintesa, indesiderata e temuta dall'uomo, come pure e` ostile e odiata dalle potesta` delle tenebre (Giovanni 1: 5, 3: 19 e 20). Gioiosamente, Dio comanda la luce del Suo vangelo di splendere nei cuori del Suo popolo, e la parola di Dio e` piu` forte dell'opposizione dell'inferno (Matteo 16: 18) e della resistenza del peccatore (Giovanni 6: 37, e.g. Atti 9: 3-5). “E DIO vide che la luce era buona:” La luce fa splendere le cose e dipinge l'universo con colori bellissimi che sono piacevoli ai nostri occhi. Una giornata di sole, di solito e` di gradimento. Ci riscalda e sostituisce la tristezza con l'allegria. Anche da un punto di vista fisico, la luce e` salutare. Ad ogni modo, Dio vede le cose ancora piu` profondamente. Queste parole possono essere paragonate a Matteo 3: 17 e Matteo 19: 17. Tenendo presente questi due versi , possiamo vedere che la luce che Dio vide, era Gesu`. Dio guardo` Gesu` e vide un sacrificio giusto, meritevole di essere lodato. Gesu` e` buono perche` e` un redentore puro e sacro. Inoltre, Egli e` anche buono verso gli altri. Gesu` e` il Salvatore misericordioso vero dei peccatori. L'umanita` e` nella valle oscura e sotto la minaccia della morte, e Gesu` venne per portare la luce e dirigere il Suo popolo nel Suo regno (Matteo 4: 12: -16, Colossesi 1: 13). “E DIO separo` la luce dalle tenebre.” In realtà, esiste un valore in entrambi i casi, sia nel tempo della luce e sia nel tempo delle tenebre. Nel tempo della luce, noi possiamo lavorare. Nel tempo delle tenebre, noi possiamo riposare. Pero`, nel senso spirituale eterno, mentre c'e` tanto valore nel tempo della luce, non ci sara` invece, nel tempo delle tenebre. Come abbiamo gia visto, la luce rappresenta il buono, e le tenebre il male. Ci sono molti messaggi spirituali importanti in queste parole. Uno di essi e`, che la luce e` separata e distinta dalle tenebre. La luce e le tenebre non vanno mai mischiate. Non esiste un tipo di luce opaca o un po` grigia. Questo significa che il buono, la verita` illuminativa della Bibbia, non puo` essere mischiata con il male e con le oscure invenzioni degli uomini. Per esempio, le considerazioni della creazione descritta nella Bibbia, non possono essere confuse con le teorie dell'evoluzione. Per esempio, la verita` della salvezza e` solo attraverso la grazia, e non puo` essere mischiata con il concetto che una parte della salvezza dipende anche dagli sforzi dell'uomo (Romani 11: 6). Dio separo` la luce dalle tenebre. Un altro messaggio chiaro e` che non dobbiamo mai confondere la luce con le tenebre. Questo significa che quello che Dio chiama buono, noi non dobbiamo mai chiamarlo male, e quello che Dio chiama male, non dobbiamo mai chiamarlo buono (Isaia 5: 20). Un esempio, alcune persone si oppongono aspramente all'insegnamento che un Dio buono mandera` una persona, incluso i bambini, all'inferno. Altri rinnegano la dottrina che i peccatori sono morti nei loro peccati, e non hanno una libera volontà di scegliere la salvezza. Ci sono altri invece, che negano il fatto che Dio sovranamente sceglie solo alcune persone alla salvezza. Altri ancora, si offendono dall'insegnamento che i peccatori sono salvati solo attraverso la grazia, indipendentemente dalle loro opere. Inoltre, alcune persone disprezzano il punto di vista che Gesu` ha pagato solo per i peccati del Suo popolo. |
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Altre persone invece, si fanno beffa dell'idea che una persona una volta salvata non puo` mai perdere la salvezza. La Bibbia insegna queste cose, ma, alcune persone affermano che non sono vere. asseriscono che queste verita`, che sono la “luce” del vangelo di Dio, in realtà sono delle “tenebre”. Un altro esempio; alcune persone sono innamorati del concetto che Dio ama tutti, e che ci sono tanti modi diversi per giungere a Dio. Altri promuovono l'idea che i peccatori non salvati, hanno una libera volontà di scegliere e di mettere fede in Dio. Altre persone insegnano che la salvezza viene manifestata attraverso i miracoli e nel parlare in lingue sconosciute. Altri invece insistono che Dio ammette il divorzio ed un nuovo matrimonio. Altri credono che le donne possono avere un ruolo di autorità nella chiesa. Essi chiamano queste cose, compassionevoli e buone. Inoltre, dicono che le bugie a riguardo delle “tenebre” sono frutto dell'immaginazione malvagie dell'uomo, ed e' in realt!
à la “luce”. Comunque, Dio separo` la luce dalle tenebre.
Un altro messaggio e` che, mentre la luce e le tenebre coabitano fianco a fianco, non dimorano in pace e non sono compagni. Le persone che sono figli di Dio per grazia e attraverso la fede, non hanno una compagnia stabile con i figli delle tenebre (Amos 3: 3, II Corinzi 6: 14). Non c'e` nessuna compatibilità tra le persone che hanno fede in Dio soltanto, e quelli che mettono fiducia in se stessi. Non ci puo` essere nessuna vera e stabile amicizia tra le persone che amano il Creatore piu` di questa creazione, e le persone che amano il mondo piu` del creatore (Efesini 5: 7-11, II Tessalonicesi 3: 6). C'e` una permanente, separazione eterna fra la luce e le tenebre, una separazione che fu dichiarata nel principio. “E Dio chiamo` la luce “giorno” e chiamo` le tenebre “notte”. Nella Bibbia, un nome e` piu` di un'etichetta e distingue una cosa dall'altra. Spesso un nome descrive il carattere o la natura di qualcosa, come, per esempio, Caino (Genesi 4: 1), Abrahamo (Genesi 17: 5), Nabal (I Samuele 25: 25), e Gesu` (Matteo 1: 21). Una risposta all'affermazione del verso 4: “E Dio separo` la luce dalle tenebre”, la possiamo trovare nel verso 5 dove Dio Afferma: “Quando Io divido la luce dalle tenebre, conosco la differenza tra loro. Io conosco piu` di tutti la natura della luce e delle tenebre. Io non faccio sbagli nella definizione della luce e le tenebre.” Quindi, la frase: “E Dio chiamo` la luce “giorno” e chiamo` le tenebre “notte”, e` un'affermazione della comprensione e competenza di Dio. Noi possiamo mettere fede in Dio in tutto quello che ha fatto e continua a fare per salvare alcune persone e condannare altri, perche`, Egli sa quello che fa, per adempiere il Suo piano (II Pietro 2: 9). Dio e` abbastanza saggio per creare l'universo, e ha controllato e controlla i vasti avvenimenti di questo mondo attraverso i secoli, che conducono all'esecuzione del Suo piano di Salvezza (Isaia 40: 12, 20-23, 26-28). Possiamo aver fiducia in Lui con la salvezza delle nostre anime (Matteo 19: 25 e 26)? La definizione “Giorno” puo` indicare molti aspetti. Un concetto importante si trova nel Salmo 118: 24, dove leggiamo: “ Questo e` il giorno che l'Eterno ha fatto.” Secondo il libro degli Atti capitolo 13, verso 33, la parola “Giorno” che leggiamo nel Salmo 118: 24 si riferisce alla risurrezione di Gesu`. Perche` la risurrezione di Gesu` viene messo in rilievo in questa illustrazione del vangelo di Genesi? Nel Vangelo di Giovanni, leggiamo che Gesu` disse “E` compiuto”. Poiche` Gesu` sopporto` l'ira di Dio, non rimane nessuna altro elemento come riscatto per i peccati del Suo popolo (Giovanni 17: 4). Comunque, in I Corinzi 15: 17, leggiamo: “Ma se Cristo non e` stato risuscitato (dalla morte),vana e` la vostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati.” Se Gesu` mori` per pagare i nostri peccati, perche` la Sua risurrezione e` stata necessaria? La risurrezione e` stata una benedizione in piu` e non vitale alla salvezza? Per capire il motivo della risurrezione di Gesu` nel vangelo della salvezza, dobbiamo tener presente che Gesu` ha sofferto la morte eterna, sotto l'ira di Dio, come riscatto per i peccati. Questa e' stata l'opera che ha dovuto completare. La nostra salvezza dipendeva da questo! Ma, Gesu` l'ha veramente fatto? Si. la Sua risurrezione dimostra che il pagamento completo per il peccato fu compiuto. Se Gesu` e` risuscitato, significa che Egli e` andato fino in fondo alla richiesta della punizione. Gesu` non ha preso una scorciatoia, lasciandoci con la responsabilità della legge. Se Gesu` e` risorto, significa che il Suo sacrificio e` stato accettato volentieri da Dio. Se Gesu` e` risorto, significa anche che Lui e` Dio, l'unico che poteva sopportare l'ira di Dio per tutto il Suo popolo, senza che venissero distrutti. Se Gesu` e` risorto, significa che Egli ha il |
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potere e l'autorita` di mantenere la Sua parola di Salvatore. Unendo tutte queste verita', possiamo concludere che la risurrezione di Gesu`, conferma l'adempimento dell'opera di espiazione di Dio. La Sua risurrezione puo` essere definito “l'ultimo passo” di una serie di atti che Gesu` prese per adempire la Sua opera di Salvatore. L'opera di evangelizzazione che segue la Sua risurrezione, e` la proclamazione di quella opera compiuta (Giovanni 10: 17, 18, 17: 4, Atti 2: 24, 30, 32, 3: 26). Inoltre, il ritorno del Signore Gesu` e` la fine del mondo (Matteo 24: 14).
La Luce venne nell'universo e fece l'opera che gli era stata affidata, cioe`, Gesu` venne nel mondo per salvare il Suo popolo dai loro peccati. Dio vide che fu un lavoro completato e ben fatto. La mattina di quel giorno e' stato accertato. Con le parole descritte in Genesi 1: 4, possiamo affermare che Dio vide che la Luce era buona e conosceva il suo valore. Percio`, Dio chiamo` “giorno” per dimostrare il fatto che non c'era un bene piu` grande del perfetto adempimento opera di salvezza del Salvatore. Il riferimento “notte” puo` indicare molte cose. Dal punto di vista di Isaia 59: 10 e Giovanni 11: 10, la notte mette in rilievo l'amara delusione della gente che cammina nel peccato. Questo ci viene illustrato dal popolo antico di Israele. Essi cercavano di ubbidire la legge attraverso riti esteriori. Spiritualmente parlando, sono inciampati ed hanno fallito mentre cercavano la legge della giustizia (Romani 9: 31 e 32). La parola “notte” descrive la vita del peccatore come un tempo di frustrazione, perche`, per quanto si sforzano, non troveranno mai la luce. La Sincerita` o fare il meglio o mettercela tutta non conta nulla per essere giusti davanti alla legge. Tale azione, porta alla maledizione di Dio e si viene soggetti all'inferno (Galati 3: 10). Dio vide le tenebre che era una manifestazione di ribellione e di egoismo, e conosceva la sua malvagita`. Percio`, Dio chiamo` le tenebre “notte” per mostrare che non esisteva una malvagita` piu` g! rande che, invece di trovare la giustizia, trova la condanna. Il riferimento al “giorno e la notte” mettono in rilievo la natura della luce e delle tenebre. La luce sara` sempre la luce, e le tenebre sara` sempre oscurita`. Se ci fosse, o ci sia, oppure ci sara` qualche dubbio al riguardo della differenza tra la luce e le tenebre, il suo interrogativo restera` in eterno. Sono stati classificati una volta per sempre, e non cambieranno mai. Inoltre, la definizione al “giorno e la notte” accentua la permanenza della separazione tra la luce e le tenebre. Questa separazione sara` eterna. Le persone che muoiono nelle tenebre, non faranno mai parte della luce e non avranno mai una speranza. Le persone che vengono dalla luce, non faranno mai parte delle tenebre (Rivelazione 22: 11). La loro speranza eterna e` Gesu` stesso (I Timoteo 1: 1). “Cosi fu sera, poi fu mattina: il primo giorno.” In numerosissimi versi della Bibbia, la parola “sera” e` associata con il giudizio e la distruzione, come viene descritta in Salmi 90: 6. Oppure va riferita all'apostasia, come descrive Habacuc 1: 8 e Sofonia 3: 3. In numerosissimi luoghi nella Bibbia, la parola “giorno” e` associata con le benedizioni, come e` descritta nelle lamentazioni di Geremia capitolo 3: verso 23. Oppure puo` essere riferita a Gesu` stesso, come e` usata in Rivelazione 22: 16. Tenendo presente le parole “sera e giorno” , possiamo vedere come l'ordine della creazione descritta in Genesi 1: 5 e` importante dal punto di vista del vangelo. L'idea di sequenza in questo verso e` che , i dispiaceri del peccato e le sofferenze termineranno con la gioia della salvezza (Salmi 30: 5). E` la fine della storia che e` importante (Ecclesiaste 7: 8). Il popolo di Dio, che una volta era nelle tenebre, adesso sono figli della luce (Efesini 5: 8). Per esempio, Paolo, prima di diventare apostolo era un fariseo crudele e pieno di odio, termino` la sua vita come missionario fedele e benevole. Paolo stava per finire all'inferno, invece e` finito nel Paradiso! La progressione menzionata in questo verso, ci fa ricordare il ritmo che noi associamo con il passar del tempo. Il tempo fa parte di questo universo ed e' stato creato nel principio. Non possiamo capire completamente la natura del tempo, o cosa significhi essere fuori dal tempo, come lo e` Dio. Ad ogni modo, noi sappiamo che tutte le cose sono nelle mani di Dio, ed il tempo e` uno strumento che Egli ha creato al fine di portare il Suo piano del vangelo in tutto il mondo (Galati 4: 4 e 5). Dai tanti scopi che il tempo favorisce, uno di essi e` la rivelazione della sovranità e potenza unica di Dio (Isaia 48: 5 e 6). Ci sono altri due obiettivi importanti del tempo che dobbiamo indicare. Il primo e` che il tempo serve per mettere in rilievo la brevità della vita fisica sulla terra, e la vanita` delle cose materiali (Salmi 39: 4-6). Il secondo e`, che il tempo serve per mettere in evidenza l'urgenza di invocare Dio per la Sua misericordia mentre il! vangelo e` ancora disponibile (Salmi 32: 6, 39: 7, II Corinzi 6: 2, Ebrei 9: 27). |
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